Politica

Giustizia, storico sì del Senato: approvata la riforma

Via libera definitivo al DDL Nordio. Meloni: "Traguardo storico". In primavera il referendum confermativo

Live Aggiornato
2025-10-30T13:10:25+01:00

L'Anm protesta

“Questa riforma altera l’assetto dei poteri disegnato dai costituenti e mette in pericolo la piena realizzazione del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Una riforma che non rende la giustizia più rapida o più efficiente ma la rende più esposta all’influenza dei poteri esterni. Una riforma che non aumenta il numero dei magistrati che resta tra i più bassi in Europa, né colma le lacune dell’organico amministrativo. Una riforma che non investe risorse per far funzionare meglio il sistema giustizia ma rischia al contrario di triplicare i costi con lo sdoppiamento del Csm e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare. Le nostre preoccupazioni sono peraltro condivise anche dal relatore speciale sull’indipendenza di giudici e avvocati delle Nazioni Unite”. Lo scrive in una nota la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati (ANM).

2025-10-30T13:09:41+01:00

Tajani: dedicata a Berlusconi

“Una giornata storica per l’Italia. Il Parlamento approva in via definitiva la riforma della giustizia. Una dedica a Silvio Berlusconi e a tutte le vittime di errori giudiziari”, scrive su X il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Fi Antonio Tajani. “Finalmente è arrivato a conclusione il percorso legislativo per la riforma della giustizia. Una giustizia al servizio del cittadino, non contro i magistrati, che anzi innalza il ruolo del giudice giudicante, ma accusa e difesa avranno gli stessi poteri attraverso la separazione delle carriere. Anche il Csm non sarà più politicizzato quindi non ci saranno scontri tra correnti ma ci sarà veramente un’amministrazione più serena, tutto a vantaggio del cittadino”. E ancora: “È una giornata storica perchè si realizza il sogno di Silvio Berlusconi di una giustizia giusta. Adesso aspettiamo il referendum e saremo impegnati per sostenere il sì. Non sarà certamente una scelta a favore o contro il governo, ma sarà una scelta sul testo della riforma. Saranno i cittadini a decidere se vorranno una giustizia più giusta oppure lasciare le cose come erano prima”.

2025-10-30T13:01:38+01:00

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni e Carlo Nordio

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la giornata definendola un “traguardo storico” che segna un passo verso un sistema giudiziario più “efficiente ed equilibrato”. Da parte sua, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato: “Questo è solo l’inizio, il prossimo passaggio è il referendum, che mi auguro venga affrontato con razionalità e senza strumentalizzazioni politiche.”

“Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L’Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini. Perché un’Italia più giusta è anche un’Italia più forte”, ha scritto Meloni sui social.

2025-10-30T13:01:25+01:00

Il referendum

Le forze politiche si stanno già organizzando per il prossimo referendum. Pierantonio Zanettin di Forza Italia ha annunciato che il centrodestra inizierà subito a raccogliere firme per sostenere il Sì alla riforma con un comitato dedicato. Nello stesso tempo, le forze di opposizione, tra cui il Movimento 5 Stelle e l’Alleanza Verdi-Sinistra, hanno promesso di battersi contro quella che definiscono una “vendetta politica” contro la magistratura.

2025-10-30T13:00:44+01:00

Cosa prevede la riforma: separazione delle carriere e novità per il Csm

Il punto centrale della riforma è la separazione delle carriere dei magistrati. Attualmente, in Italia, i magistrati possono passare da una carriera all’altra (da giudici a pubblici ministeri e viceversa) una volta nei primi dieci anni. Con la nuova legge, questa possibilità sarà eliminata, rendendo impossibile ogni trasferimento tra i due ruoli. Inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) sarà diviso in due organi: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.

I membri dei due nuovi Csm saranno scelti attraverso un sistema di sorteggio. Due terzi verranno estratti tra i magistrati, mentre un terzo sarà selezionato da un elenco approvato dal Parlamento, includendo professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di attività.

La riforma istituisce anche un’Alta Corte disciplinare per trattare i casi disciplinari riguardanti magistrati giudicanti e requirenti. Composta da quindici membri, l’Alta Corte includerà sei giudici, tre pubblici ministeri, tre esperti scelti dal Parlamento e tre nominati dal Presidente della Repubblica. L’organo avrà una struttura interna con due gradi di giudizio per garantire imparzialità e trasparenza nelle decisioni.

2025-10-30T12:30:00+01:00

Approvata la riforma

Il 30 ottobre 2025 il Senato ha approvato in via definitiva la riforma costituzionale della giustizia, che introduce la separazione delle carriere per i magistrati. I voti a favore sono stati 112, 59 i contrari e 9 gli astenuti. Questo rappresenta il quarto e ultimo passaggio parlamentare per il disegno di legge. Tuttavia, non essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi necessaria per escludere il referendum, i cittadini saranno chiamati a confermare o respingere la riforma tramite un referendum costituzionale, previsto per la primavera 2026. Il referendum non avrà quorum: vincerà chi otterrà più consensi, indipendentemente dall’affluenza.

Il dibattito in Aula è stato acceso, con forti contrasti tra maggioranza e opposizione. Tra gli interventi più polemici, quello di Roberto Scarpinato, senatore del Movimento 5 Stelle ed ex magistrato, che ha attaccato duramente il centrodestra citando alcuni nomi, tra cui Berlusconi e Dell’Utri, definendoli “simboli di corruzione e collusione”. Questo ha portato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a richiamare più volte i senatori. Licia Ronzulli di Forza Italia ha esultato per l’approvazione, dedicando la giornata a Silvio Berlusconi, definendo la riforma il coronamento di un sogno del leader scomparso.

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 11/04/2026

Controlli per Salis

Vignetta del 11/04/2026