Ci sono riusciti. La guerra al gasolio è finita! Hanno vinto loro. Oggi al distributore il diesel costa più della benzina. Non per il petrolio, non per il mercato, né tantomeno per l’ambiente, ma per decreto e per accisa.
E tu, coglionazzo, tu che avevi creduto alla favola del diesel “pulito”, Euro 6, con più filtri di un acquedotto, ringrazia. Ringrazia questo governo che a parole combatte le eco-follie e nei fatti le applica con zelo fiscale, ma solo con l’intento di fare cassa. E perché il diesel era colpevole? Colpevole di consumare meno? Colpevole di emettere meno CO₂? No! Colpevole di far lavorare camion, furgoni, artigiani, pendolari veri.
E allora perché lo hanno tassato? Semplice, perché non stiamo parlando di una nicchia. Secondo ISPRA, il diesel copre circa il 58,8% dei consumi energetici nei trasporti in Italia, mentre la benzina si ferma al 22,2%. Quindi se tassi il diesel lo Stato si ingrassa di più. Questo significa che più della metà del carburante usato per muovere veicoli in Italia è diesel, e la benzina è meno di un quarto del totale. Ed è proprio per questo che lo hanno colpito e tassato: non per l’ambiente, ma perché non scappa. Perché lo usano quelli che non possono permettersi l’auto-simbolo, l’elettrico da salotto, la virtù ostentata. La maggioranza dei coglionazzi. Questa non è transizione ecologica. È fiscalità punitiva con la coscienza a posto. E mentre ti dicono che “non aumentano le tasse”, tu paghi di più ogni pieno. Semplice.
Non è il mercato che ha condannato il diesel. È lo Stato, ancora una volta, e anche questo governo che decide cosa è giusto, cosa è sbagliato e chi deve pagare. Spoiler: sempre tu coglionazzo!
Andrea Bernaudo, 9 gennaio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


