
Sull’omicidio di Chiara Poggi è ormai assodato che la Giustizia italiana abbia dato il peggio di sé. Ma ogni qual volta si pensa di aver toccato il fondo, a Garlasco, paesino che ormai sembra uscito da un esperimento di laboratorio fra “Twin Peaks” e “Una pallottola spuntata”, arrivano novità che oltrepassano sempre di più la barriera del tragicomico: Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio (indagato per l’omicidio di Chiara) da quest’ultimo licenziato una settimana fa, dopo aver preso parte a due puntate del programma di Fabrizio Corona, è volato in Albania come testimonial per una clinica dentale, in cambio di cure gratuite per l’installazione di un impianto.
In pratica, l’istrionico Avvocato di Vigevano è balzato così tanto agli onori della cronaca da diventare un volto noto della tv italiana ed essere ingaggiato come influencer addirittura da un’azienda di un’altra nazione.
Il buon Lovati ha approfittato della proposta di collaborazione per riottenere un sorriso smagliante e si è difeso dalle critiche in merito alla presunta (ennesima, dopo le sue intemerate durante interviste e show vari…) violazione del codice deontologico: a suo dire non c’è alcuna scorrettezza perché la sua acquisita notorietà nulla ha a che vedere con un esercizio errato della sua professione, a maggior ragione ora che non è più coinvolto nel processo di Garlasco.
Lovati è solo l’ultimo, ma non l’unico, a beneficiare in qualche modo della notorietà acquisita grazie all’omicidio Poggi. E a ben guardare, nonostante oggi sia il principale emblema della decadenza della giurisprudenza dinnanzi a processi così mediatici, non rappresenta neanche il caso più grave. Garlasco è stata una fabbrica di popolarità. Periti, criminologi, giornalisti grazie al caso hanno ottenuto una ribalta mediatica che li ha condotti verso una carriera da showman, riempiendo teatri, scrivendo libri, il tutto nascondendo sotto il tappeto la polvere di un processo con tanti, troppi punti oscuri. E questo perché chiaramente cane non mangia cane, a maggior ragione quando incarcerare un colpevole (e non “il” colpevole) porta beneficio alla propria narrazione di professionista infallibile.
È però certo che, alla luce delle nuove perizie, sul caso tanti stanno facendo marcia indietro, tanti stanno abbandonando la nave fiutando la possibilità che da un momento all’altro possa affondare. Tanti altri esprimono sui social teorie certamente meno credibili, come l’Avvocato Taormina, convinto sostenitore della teoria (tutta sua) che Sempio fosse sulla scena del crimine, ma in qualità di amante della vittima, e che abbia visto Stasi ucciderla ma non parla perché teme che la sua narrazione possa risultare poco credibile.
Insomma: indipendentemente dagli influencer della cronaca nera, su Garlasco nelle prossime settimane verrà fatta luce come mai prima d’ora. E, qualora Stasi dovesse essere dichiarato non colpevole, chi per vendere qualche biglietto dei propri spettacoli o aumentare lo share ha crocifisso un innocente dovrà fare mea culpa. Certamente più di un avvocato che cavalca la notorietà acquisita e va a scroccare una dentiera.
Alessandro Bonelli, 27 ottobre 2025
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