
È stato firmato oggi, 9 ottobre, in Egitto il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, un accordo che segna la fine della guerra a Gaza. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato personalmente il raggiungimento dell’intesa, descrivendola come un “giorno storico” per il Medio Oriente. La firma rappresenta la prima fase di un piano di pace in 20 punti elaborato dagli Stati Uniti che prevede il ritiro graduale delle truppe israeliane dalla Striscia e il rilascio di decine di ostaggi. I termini sono stati raggiunti grazie alla mediazione di Qatar, Egitto e Turchia.
Piano Trump: cessate il fuoco e inizio del ritiro israeliano
La prima fase del piano di pace include una tregua immediata e la restituzione entro 72 ore dei 20 ostaggi israeliani ancora vivi nelle mani di Hamas. In cambio, Israele rilascerà oltre 1.900 prigionieri palestinesi, tra cui 250 ergastolani e 1.700 arrestati dopo l’inizio del conflitto nel 2023. Parallelamente, l’esercito israeliano inizierà un ritiro parziale dalle aree occupate nella Striscia di Gaza, mantenendo per ora una presenza limitata solo lungo alcuni perimetri strategici. Le autorità israeliane hanno indicato che il ritiro completo potrebbe richiedere meno di 24 ore dopo l’approvazione dell’accordo in Parlamento.
Aiuti umanitari e governance temporanea nella Striscia
Con l’attuazione dell’accordo, sarà garantito l’accesso di aiuti umanitari nella Striscia. L’intesa prevede l’apertura di almeno cinque valichi per l’ingresso di circa 400 camion di aiuti al giorno, inclusi medicinali, cibo e risorse per ricostruire infrastrutture essenziali, come ospedali e reti idriche. Gaza verrà governata da un’amministrazione tecnica temporanea composta da esperti locali e internazionali, con la supervisione di un comitato internazionale presieduto da Trump e monitorato da altre figure istituzionali, inclusi rappresentanti dell’ONU e mediatori regionali.
Reazioni internazionali
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto l’accordo positivamente dichiarando: “Con l’aiuto di Dio, riporteremo tutti a casa”. Hamas, in una dichiarazione ufficiale, ha definito l’accordo un passo storico verso la fine della guerra nella Striscia di Gaza e ha chiesto forti garanzie internazionali per assicurare che Israele rispetti gli impegni presi. Molti leader mondiali, inclusa la premier italiana Giorgia Meloni, hanno ringraziato Trump per il suo ruolo determinante, descrivendo l’intesa come un’opportunità per avviare una stabilizzazione duratura. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha inoltre confermato che l’Italia è pronta a partecipare alla ricostruzione di Gaza.
Una tregua attesa dopo anni di devastazioni
Questo accordo arriva esattamente due anni dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, in cui rimasero uccise 1.200 persone e oltre 250 furono prese in ostaggio. Da allora, gli scontri hanno coinvolto tragicamente la Striscia di Gaza. Lo storico piano americano offre la possibilità di una tregua e di una gestione condivisa per porre fine a un conflitto che ha paralizzato l’intera regione per due anni.
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