La Casa Bianca è stata teatro di un acceso confronto tra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e Cyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica. La questione principale trattata durante l’incontro è stata quella degli agricoltori sudafricani bianchi, noti come afrikaner, accolti negli Stati Uniti come rifugiati politici. Trump ha accusato il governo sudafricano di non proteggere questa minoranza da violenze e omicidi, dichiarando: “Le loro terre vengono espropriate, loro vengono uccisi e il governo non fa nulla”.
Ramaphosa, leader dell’African National Congress (ANC), ha respinto completamente le affermazioni di Trump negando ogni forma di genocidio nei confronti della comunità afrikaner. Ha precisato che gli atti di violenza segnalati da Trump sono opera di “una minoranza di estremisti neri” e non rappresentano la linea del governo sudafricano. Durante il bilaterale, il leader sudafricano ha risposto: “Non c’è bisogno che dica io che non c’è il genocidio degli afrikaner, basta che ascolti i suoi amici sudafricani qui”.
La polemica sulla legge di espropriazione in Sudafrica
Trump ha citato, tra i motivi della sua posizione, una legge introdotta dal governo sudafricano che consente l’espropriazione dei terreni agricoli inutilizzati o senza progetti di sviluppo. In certi casi, l’espropriazione può avvenire senza indennizzo, ma solo per motivazioni di “interesse pubblico”. Tuttavia, fino ad oggi, nessun terreno è stato confiscato. Ramaphosa ha ribadito che queste politiche servono a promuovere maggiore equità in un paese che, dall’apartheid ad oggi, resta marcatamente diseguale.
La teoria del “genocidio bianco”, spesso pubblicizzata negli ambienti della destra americana, attribuisce ai governi sudafricani intenzioni discriminatorie verso gli afrikaner, un piccolo gruppo discendente dai colonizzatori europei. Gruppi come l’Economic Freedom Fighters (EFF) sono stati accusati dagli oppositori di incitare indirettamente alla violenza attraverso canzoni come “Kill the Boer”. Tuttavia, dati ufficiali dimostrano che gli omicidi avvenuti in ambienti agricoli, nel periodo tra aprile 2020 e marzo 2024, sono stati 225 e includevano vittime sia bianche sia nere.
Il 12 maggio 2025, i primi 59 rifugiati afrikaner sono stati accolti negli Stati Uniti. Il governo americano ha inoltre ricevuto oltre 8.000 richieste di informazioni per trasferimenti di questo tipo. Nello studio era presente anche Elon Musk.
Gli afrikaner rappresentano circa il 7% della popolazione sudafricana, ma possiedono oltre il 70% delle terre agricole del paese. Questi dati riflettono le disuguaglianze storiche risalenti all’epoca dell’apartheid. Ramaphosa ha dichiarato che le leggi promosse dal suo governo non mirano a discriminare, ma a riequilibrare un panorama fortemente segnato da decenni di segregazione razziale. Non sarà un caso Zelebsky 2, ma lo scontro comunque si è consumato.


