
Il Fatto è intelligente. Intelligence col nemico, in guerra si dice così. Ma per fortuna nessuna guerra è alle viste, e se una notizia di ieri (Mig 21 che sconfinano in Estonia) può dar fastidio basta riciclare una notizia dell’altro ieri (droni russi che svolazzano in Polonia). Poi la si condisce con qualche mezzo segreto fatto filtrare dalla parte filorussa dei nostri servizi segreti e dai parlamentari di devozione filorussa che siedono nel Copasir.
Quindi si affida al direttore il piacere-dovere di sperculare tutta la dirigenza Ue che ha deciso di inventarsi una guerra inesistente e impossibile e di investire “migliaia di miliardi in armi” invece di spendere qualche euro in più per il welfare (obiettivo politico non chiaro di per sé, forse BigWeapon li paga più di BigPharma?). Da ultimo, colpo magistrale che non dispiace di certo all’amico russo, un attacco frontale al Presidente della Repubblica Mattarella, accusato di spargere ad arte false voci di rischio di guerra: “E allora perché Mattarella terrorizza gli italiani evocando la Prima guerra mondiale?”.
Conclusione. Davvero non penserete che vi sia un legame di alcun genere fra Travaglio, il partito di cui è la guida ideologica (il M5s) e il clan putiniano? Questo è complottismo indegno di voi, cari lettori. La verità è più banale: si tratta di un semplice caso di telepatia fra il direttore del Fatto e la portavoce del regime Maria Zacharova.
Marco Taradash, 20 settembre 2025
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