Hai capito Emiliano? Vuol tornare magistrato (con stipendio raddoppiato)

L'ex presidente della Puglia non è stato ricandidato (su richiesta di Decaro) e non sarà assessore. Quindi prova a rimettere la toga. E chiede la promozione

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Emiliano puglia

Michele Emiliano, ex sindaco di Bari e governatore uscente della Puglia, ha presentato una richiesta per tornare in magistratura. La pratica è stata depositata al Consiglio giudiziario di Bari dopo più di vent’anni di assenza. Emiliano aveva lasciato la professione di sostituto procuratore nel 2003 per dedicarsi alla politica. Ora, a 66 anni, vuole rientrare nell’ambiente che aveva abbandonato due decenni fa.

Il salto di carriera

Quando lasciò la magistratura nel 2003, Emiliano si trovava alla quarta valutazione di professionalità su sette. Ora chiede di essere reintegrato direttamente al massimo livello, la settima professionalità. Questo gli garantirebbe uno stipendio di circa 7.000 euro netti al mese, praticamente il doppio rispetto ai 3.500 euro che percepiva vent’anni fa. I suoi colleghi della stessa classe di concorso hanno continuato la carriera giudiziaria e oggi guidano importanti uffici.

Da presidente della Regione Puglia, Emiliano guadagnava circa 11.000 euro mensili. La richiesta di tornare ad indossare la toga arriva in un momento di transizione dopo la fine del suo mandato di governatore. Antonio Decaro, nuovo presidente della Puglia, non sembra intenzionato a includere Emiliano nella nuova giunta regionale e per l’elezione in Parlamento bisogna attendere ancora un paio di anni, salvo sorprese.

L’iter della richiesta

La pratica di Emiliano è ora all’esame del Consiglio giudiziario di Bari. L’organo dovrà esprimere un parere prima di inviare tutto alla Quarta commissione del Consiglio superiore della magistratura. Successivamente, la decisione passerà al Plenum del Csm. Per sostenere la sua istanza, l’ex governatore ha allegato documentazione sulla sua carriera politica, inclusi atti amministrativi e legislativi.

Nel 2014, però, Emiliano fu protagonista di un procedimento disciplinare per la sua iscrizione al Partito Democratico dal 2007. Il caso si concluse con un ammonimento da parte del Consiglio superiore della magistratura. Per evitare ulteriori problemi, nel 2018 l’ex governatore decise di lasciare il partito. Questa storia potrebbe influenzare la valutazione della sua attuale richiesta?

La documentazione presentata

Nel curriculum inviato al Consiglio giudiziario, Emiliano ha inserito i suoi lavori politici e amministrativi. Ha citato opere realizzate durante i suoi mandati, come piste ciclabili, ponti e passanti ferroviari. Ha incluso anche l’iter che portò all’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti a Bari. Si tratta però di attività di natura politica e amministrativa, non giudiziaria. La decisione è attesa nei prossimi mesi.

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