Hamas come la “resistenza”? Sì, stessi crimini dei partigiani rossi

L'azione terroristica dei miliziani a Gaza è simile a quella dei resistenti comunisti

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No, non è affatto un caso che, a margine dei loro cortei, i manifestanti pro-Pal tendano a normalizzare, o peggio, inneggiare all’eccidio del 7 ottobre, associando a quel vile atto compiuto dai terroristi di Hamas il termine “Resistenza”. Al contrario, la sprezzante rivendicazione operata a più riprese dai cosiddetti “pacifisti”, da ultimo appena poche addietro, in occasione del secondo anniversario della più imponente strage di ebrei dai tempi dell’Olocausto, rappresenta inequivocabilmente un grandissimo atto di verità.

Perché la Resistenza, quella nostrana, è bene ricordarlo, non fu caratterizzata soltanto da un susseguirsi di atti eroici esclusivamente finalizzati alla liberazione del Belpaese dal nazifascismo. Anche dopo il 25 aprile 1945, infatti, a Liberazione ormai compiuta, i “valorosi” partigiani di matrice comunista si sarebbero resi protagonisti di brutali crimini compiuti contro presunti fascisti, antifascisti non comunisti, religiosi, semplici civili o soggetti rei di aver denunciato le violenze e le vessazioni commesse da frange più o meno deviate del Pci in preparazione di un’eventuale rivoluzione proletaria. Da lotta di liberazione dei territori occupati dai nazifascisti, la Resistenza partigiana sarebbe pertanto degenerata in una vera e propria guerra civile clandestina, fatta di innumerevoli omicidi, efferate stragi ed esecuzioni sommarie volte all’affermazione dell’egemonia comunista nel Belpaese tramite il sistematico uso della violenza.

All’eliminazione fisica del “nemico”, ormai sconfitto e umiliato, si sarebbe così affiancata la contestuale soppressione dell’alleato non comunista e l’ignobile sacrificio dei civili inermi, anch’essi inumanamente immolati sull’altare della lotta proletaria. L’ostinata esaltazione, da parte dei manifestanti, dell’azione terroristica e delle condotte criminali dei miliziani di Hamas, praticate anche contro gli stessi palestinesi, principali vittime sacrificali del freddo cinismo degli islamisti, trova dunque ampia giustificazione tra le più controverse pagine della storia della Resistenza italiana. Dell’antifascismo rivoluzionario comunista, nella fattispecie, origine di quello specifico costrutto ideologico di proletaria memoria da cui discende l’odierna lotta “partigiana” dei falsi pacifisti pro-Hamas.

Salvatore Di Bartolo, 8 ottobre 2025

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