Alice ed Ellen Kessler, celebri gemelle tedesche e icone della televisione italiana dagli anni Sessanta in poi, si sono spente il 17 novembre 2025 a Grünwald, vicino a Monaco di Baviera. A 89 anni, le due artiste hanno scelto di ricorrere al suicidio assistito, pianificando e condividendo fino in fondo anche l’ultimo passo della loro vita. La “Società tedesca per una morte umana” (Dghs), con cui erano in contatto da oltre sei mesi, ha confermato che la loro decisione è stata consapevole e autonoma.
“Stavano considerando questa scelta da diverso tempo. Erano membri dell’organizzazione da oltre sei mesi”, ha detto a LaPresse Wega Wetzel, portavoce della Deutsche Gesellschaft für Humanes Sterben (Dghs), la più antica e grande organizzazione tedesca per i diritti civili e la difesa dei pazienti. “Un avvocato e un medico hanno condotto con loro dei colloqui preliminari. Le persone che optano per questa scelta devono assolutamente essere lucide, ovvero libere e responsabili. La decisione deve essere ponderata e coerente, ovvero presa nel corso di un lungo periodo e non impulsiva”.
Le dinamiche del decesso
Secondo le ricostruzioni, un avvocato e una dottoressa incaricati dalla Dghs si sono recati nella villa delle gemelle per accompagnarle nel processo. La pratica ha previsto l’uso di un’infusione endovenosa attivata autonomamente, contenente una dose letale di anestetico barbiturico, che ha portato rapidamente all’arresto cardiaco. Intorno a mezzogiorno, una pattuglia della polizia bavarese è intervenuta nella loro residenza e ha escluso responsabilità di terzi o ipotesi di omicidio. In accordo con la legge tedesca, il suicidio assistito può essere praticato solo con la piena consapevolezza e volontà della persona interessata.
Carriera e successo in Italia
Alice ed Ellen Kessler, nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, hanno conquistato il pubblico italiano a partire dagli anni Sessanta. Celebri per le coreografie sincronizzate e il talento poliedrico, debuttarono in Italia con il varietà “Giardino d’Inverno” (1961), diretto da Antonello Falqui. Fu però con “Studio Uno” che raggiunsero l’apice della popolarità, ballando e cantando brani rimasti nella memoria collettiva, come “Da-da-un-pa” e “La notte è piccola”. Le loro gambe lunghe, enfatizzate da costumi audaci per l’epoca, divennero un simbolo della televisione italiana in bianco e nero.
Le ultime volontà e il legame indissolubile
Le sorelle avevano pianificato ogni dettaglio del loro addio. In un’intervista rilasciata nell’aprile 2024, avevano espresso la volontà di essere cremate e di riposare insieme nella stessa urna, accanto alle ceneri della madre Elsa e del loro cane Yello. “Ci siamo sempre promesse di rimanere unite, nella vita e nella morte”, aveva spiegato Ellen. Gli averi delle Kessler sono stati donati a Medici Senza Frontiere, scelta motivata dal rispetto verso l’impegno umanitario dell’organizzazione. Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo. Abbiamo scelto loro perché rischiano la vita per gli altri, hanno preso il Nobel per la Pace e sono seri”, avevano raccontato in diverse interviste negli ultimi anni.
Una vita vissuta fianco a fianco
Tutta la loro esistenza è stata contraddistinta dalla simbiosi perfetta di due anime in un unico percorso, sia personale che professionale. Dopo aver lasciato la Germania Est a 18 anni, si sono trasferite a Parigi per entrare nelle Bluebell Girls prima di approdare in Italia grazie a Don Lurio. Negli anni Settanta hanno diradato le apparizioni televisive per dedicarsi a progetti teatrali. Nonostante il ritiro dalla scena pubblica negli anni Ottanta, tornarono in Italia per sporadiche partecipazioni a spettacoli televisivi, mantenendo immutato il rispetto e l’affetto del pubblico.
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