La posta dei lettori

Ho una cosa da dire alla sindaca Pd: pensi al degrado, non a casa mia

Invece di bloccare gli affitti brevi, Sara Funaro si occupi delle strade (che le competono): Firenze è terra di nessuno

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Caro Porro,

mentre Palazzo Vecchio esulta per la vittoria al TAR sugli affitti brevi, brindando a una stretta che sa più di accanimento contro la proprietà privata che di reale strategia urbanistica, Firenze continua a scivolare in un baratro di degrado che sembra non interessare a chi la governa.

La narrazione della Giunta Funaro è ormai chiara: il “nemico” è il piccolo proprietario, il cittadino che cerca di integrare il reddito con un appartamento ereditato, colpevole di alimentare l’overtourism. Ma mentre ci si impegna a “disciplinare fino allo sfinimento” chi possiede un immobile nel centro storico, ci si dimentica – o si finge di non vedere – chi possiede le strade.

La realtà che i fiorentini e i turisti vivono ogni giorno è ben lontana dai comunicati trionfali della Sindaca. Basta camminare nella zona della Stazione di Santa Maria Novella o nelle vie limitrofe dopo le 20 per rendersi conto di cosa sia diventata Firenze: una terra di nessuno. Incertezza, sporcizia e una violenza latente rendono intere zone del centro inaccessibili e pericolose. Lì, lo Stato e il Comune sembrano aver ammainato bandiera bianca.

È paradossale: la Giunta si dimostra inflessibile e autoritaria quando si tratta di limitare i diritti dei cittadini onesti, imponendo vincoli, controlli e divieti sulla proprietà privata, ma diventa improvvisamente timida, quasi spettatrice, di fronte all’insicurezza e allo sfascio sociale che regnano a pochi passi dai palazzi del potere.

Altro che “salvare la città”. La verità è che si preferisce combattere una battaglia simbolica contro gli affitti brevi – che porterà solo a una maggiore concentrazione di capitali nelle mani dei grandi gruppi immobiliari e degli hotel – piuttosto che affrontare il problema numero uno: la vivibilità. Una città non si salva affossando i piccoli proprietari, ma garantendo la sicurezza di chi la abita e di chi la visita.

Firenze non ha bisogno di altra propaganda sulla “città libera”. Libera da chi? Dai fiorentini che non possono più disporre dei propri beni? È ora che Palazzo Vecchio smetta di giocare con l’urbanistica ideologica e torni a occuparsi dell’ordinario: decoro, ordine e sicurezza. Perché oggi, a Firenze, l’unica cosa “breve” è la pazienza dei cittadini.

Cordialmente
Massimo Micheli, 16 maggio 2026

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