Il 18 aprile 2026, il governo iraniano ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più strategiche al mondo per il traffico energetico. La decisione è stata presa in risposta al blocco imposto dagli Stati Uniti sui porti iraniani. Alcuni convogli di petroliere avevano iniziato a transitare durante una temporanea riapertura, ma la mossa di Teheran ha nuovamente interrotto il traffico.
Due navi mercantili hanno inoltre dichiarato di essere state colpite da spari mentre tentavano di attraversare la zona. Gli incidenti, secondo fonti della sicurezza marittima, sono avvenuti nella giornata del 18 aprile. L’impatto degli spari non è ancora del tutto chiaro.
La posizione degli Stati Uniti e le dichiarazioni di Trump
Il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito che il blocco dei porti iraniani resterà in vigore finché non verrà raggiunto un accordo di pace con l’Iran. In un evento a Phoenix, Trump ha dichiarato: “Lo otterremo intervenendo con l’Iran. Lo riporteremo a casa negli Stati Uniti molto presto”, riferendosi all’uranio arricchito iraniano, un punto centrale delle tensioni tra i due Paesi.
Oltre alla questione nucleare, Washington ha proibito a Israele di condurre raid in Libano. Questo ha provocato reazioni forti da parte del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che si è definito “scioccato” e ha richiesto chiarimenti alla Casa Bianca.
Raid in Libano: la violazione del cessate il fuoco
L’esercito israeliano ha confermato di aver condotto i primi raid contro Hezbollah nel sud del Libano. I raid sono avvenuti dopo che militanti del gruppo avrebbero violato gli accordi di cessate il fuoco. Secondo l’IDF, i militanti si sarebbero avvicinati alla cosiddetta “Linea Gialla”, una zona di confine stabilita come limite operativo. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver agito per eliminare una minaccia immediata a sud di questa linea.
L’Iran e la posizione della Guida Suprema
In occasione dell’anniversario della creazione dell’Esercito della Repubblica Islamica, Mojtaba Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, ha diffuso un messaggio che sottolinea la prontezza militare del Paese. “La marina dell’Iran è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici”, ha affermato Khamenei, citando anche l’efficacia dei droni iraniani contro Stati Uniti e Israele. Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione regionale.
Prospettive per i negoziati
L’Iran, per ora, non ha dato il via libera a un nuovo ciclo di negoziati con gli Stati Uniti. L’ultimo incontro tra le delegazioni dei due Paesi si è tenuto a Islamabad pochi giorni fa. Teheran ha giustificato la sua posizione facendo riferimento alle richieste avanzate dagli americani e alla politica di blocco portuale annunciata da Trump. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato che “con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto”.
Nel frattempo, l’Iran ha riaperto parzialmente il proprio spazio aereo, permettendo la ripresa dei voli internazionali nell’area orientale. Ulteriori aperture degli aeroporti dipenderanno dalle condizioni operative interne.
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