
La crisi nello Stretto di Hormuz è al centro di un vertice internazionale in programma oggi a Parigi, al quale partecipa anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’incontro dei Volenterosi, promosso dal presidente francese Emmanuel Macron insieme al primo ministro britannico Keir Starmer, riunisce numerosi Paesi con l’obiettivo di affrontare le conseguenze del blocco della rotta marittima strategica per il commercio energetico globale.
Negli ultimi giorni, il confronto tra Stati Uniti e Iran ha determinato una paralisi della navigazione nello stretto, incidendo su una quota rilevante del traffico petrolifero mondiale. In questo scenario, i Paesi europei stanno cercando di elaborare una risposta coordinata, anche in un contesto di tensioni politiche con Washington e di critiche espresse dal presidente Donald Trump nei confronti degli alleati.
Tra i partecipanti al vertice figura anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Secondo fonti di stampa, Berlino ha segnalato la propria disponibilità a contribuire a future operazioni di sicurezza nello stretto, una volta concluso il conflitto. L’eventuale impegno tedesco, che potrebbe includere attività di sminamento, resterebbe comunque subordinato a precise condizioni istituzionali e internazionali. “Siamo ancora lontani da questo obiettivo”, ha dichiarato Merz.
Intanto, prende forma un’iniziativa europea per la fase successiva alla crisi. In base a quanto riportato dal Wall Street Journal, si starebbe valutando la creazione di una missione internazionale con finalità difensive, volta a garantire la sicurezza della navigazione senza un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Il progetto prevederebbe operazioni di bonifica delle mine e la presenza di unità militari a tutela delle rotte commerciali.
Secondo le indicazioni fornite da Macron, la missione escluderebbe le “parti belligeranti”, ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. Tuttavia, permangono differenze di impostazione tra Francia e Regno Unito: Parigi considera l’assenza di Washington un elemento utile a favorire l’accettazione da parte di Teheran, mentre Londra teme possibili effetti negativi nei rapporti con gli Stati Uniti. Il piano, ancora in fase di definizione, si articolerebbe in tre passaggi: evacuazione delle navi bloccate, rimozione degli ordigni e avvio di un sistema di pattugliamento con scorte militari.
Il blocco dello Stretto di Hormuz sta producendo effetti immediati sui mercati energetici. In diversi Paesi europei, inclusa l’Italia, si registra un aumento dei prezzi di benzina e diesel. Le conseguenze si estendono anche ad altri settori: il trasporto aereo potrebbe affrontare difficoltà legate all’approvvigionamento di carburante, con possibili riduzioni dell’operatività. Lo stretto riveste inoltre un ruolo chiave per il commercio di fertilizzanti. Un’interruzione prolungata dei flussi potrebbe incidere sui costi agricoli e, a cascata, sui prezzi dei prodotti alimentari.
L’approccio europeo è stato respinto da Trump, che ha definito “molto triste” il piano in discussione. Il presidente ha invece elogiato l’azione intrapresa dagli Stati Uniti, parlando di un blocco navale “straordinario” e sottolineandone l’efficacia: “Si sta rivelando molto solido, fortissimo”. “L’Iran è bloccato, non sta facendo affari. Nessuna nave può superare la nostra marina”. Nel frattempo, il capo degli Stati maggiori congiunti, il generale Dan Caine, ha indicato la possibilità di un’estensione delle operazioni militari. In un briefing al Pentagono ha spiegato che gli Stati Uniti potrebbero intensificare i controlli su imbarcazioni sospettate di sostenere Teheran anche al di fuori dell’area dello stretto. “Oltre a questo blocco le nostre forze armate, attraverso operazioni e attività in altre aree di responsabilità, daranno attivamente la caccia a qualsiasi nave battente bandiera iraniana o a qualsiasi nave che tenti di fornire supporto materiale all’Iran”, ha affermato. “Questo include le navi della flotta ombra che trasportano petrolio iraniano. Sono imbarcazioni che eludono le normative internazionali, le sanzioni o i requisiti assicurativi”.
Franco Lodige, 17 aprile 2026
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