Politica

Cin cinico

I finti impegnati si puliscono la coscienza con una cover

Dalla Mostra del Cinema di Venezia l'attore Michele Riondino esibisce come un trofeo l'iPhone con la bandiera palestinese. Narcisismo da star

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Alla Mostra del Cinema di Venezia, l’attore Michele Riondino ha scelto di distinguersi con un accessorio: una cover dell’iPhone raffigurante la bandiera della Palestina. Un dettaglio ostentato davanti ai fotografi, col telefono tenuto sollevato per una decina di secondi come fosse un documento, un passaporto, come a voler dire tra le righe “sono dei vostri, vi prego non dite che sono un menefreghista cattivo”. L’ennesimo atto simbolico di finta solidarietà a buon mercato che fa parte del nuovo linguaggio estetico dell’impegno occidentale.

Il conflitto in Palestina, uno dei drammi più intricati e dolorosi del nostro quotidiano, è ormai definitivamente derubricato a merce simbolica. Un logo, un colore, un brand da mostrare al momento giusto per assicurarsi applausi, approvazione e qualche clic in più. E così la tragedia di una regione intera diventa lo sfondo perfetto per il narcisismo delle star. La sintesi perfetta di come ormai la guerra e la sofferenza umana siano diventate una marchetta penosa. La bandiera palestinese è diventata così un passepartout che ogni individuo deve esporre per essere socialmente accettato. Poco importa se lo fa a bordo di un Riva a Venezia e attraverso un iPhone, non serve la coerenza. Tanto basta a fingersi impegnati, a dare la parvenza di grondare dispiacere per povera gente di cui invece non frega niente a nessuno nel concreto.

Non è più questione di schierarsi o meno. È questione di estetica. Gaza diventa la cornice perfetta di un selfie, la posa necessaria per dimostrare di essere dalla parte giusta della storia (inteso come storia Instagram, non come Storia). Perché la guerra vera, con i suoi morti, la sua fame e il suo dolore, resta troppo distante, viene rimossa, è quasi un effetto collaterale sopportabile dell’engagement. Quanta gente in Occidente oggi mangia grazie a Gaza! Che importa del resto? Della realtà? Forse, un po’, dispiace… Ma solo un po’.

Gaza per molti, soprattutto per chi si erge ad attivista, non è impegno sincero. Gaza per molti è una via meschina per pulirsi la coscienza, per fingere di utilizzare il proprio minuto di celebrità in maniera umanamente proficua. Gaza per molti è una story repostata senza capire niente di quello che succede. Ma la vita di quei molti, le abitudini di quei molti, non sono cambiate di una virgola. Si continua a vivere nella bambagia occidentale ma si vuole fare la morale a chi capisce la complessità della storia e dei conflitti e non li banalizza a degli spot pubblicitari per fare quattro views.

L’impegno vero non si consuma in una cover da smartphone, non si risolve in un gesto che fa da cornice fintamente impegnata a un red carpet. Eppure, nel nostro paese ormai come nel resto dell’Europa, la coscienza si misura in simboli di superficie. Tutto il resto è noia. Non serve capire la complessità storica, non serve sporcarsi le mani, non serve neppure preoccuparsi delle conseguenze. E allora sì, la cover dell’iPhone di Riondino è davvero il simbolo perfetto del momento storico che stiamo vivendo: un pezzo di plastica, una bandiera che ormai è il brand dell’anno, del biennio, del lustro. Gaza è un gadget per la vostra ipocrisia. Nulla di più.

Alessandro Bonelli, 31 agosto 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026