I giudici traccheggiano. Cara Famiglia nel Bosco, lascia questo Paese di burocrati

La Corte di Appello si riserva. Difficile che i bimbi tornino a casa a Natale. In Italia l'ossessione del bagno in casa è arrivata a restringere le libertà personali

6.5k 24
famiglia bosco

Continua il calvario della cosiddetta famiglia nel bosco, malauguratamente incappata nella ben più oscura giungla burocratica di questo disgraziato Paese. La Corte di Appello dell’Aquila, al termine dell’udienza documentale di oggi, si è riservata di decidere sul reclamo dei legali della Famiglia nel Bosco contro l’ordinanza del Tribunale dei Minorelli che ha sospeso la potestà genitoriale di Nathan e Catherine e disposto l’allontanamento dei loro tre figli minori, trasferiti in una casa famiglia. La corte ha tempo fino al prossimo 27 gennaio per pronunciarsi e non è detto, quindi, che la famiglia potrà vivere insieme il Natale.

Nella mattinata di martedì ho assistito su Rai1 ad un dibattito surreale. Il fatto è avvenuto nell’ambito del talk quotidiano Storie italiane, condotto da Eleonora Daniele, in cui, tranne il sempre ragionevole Antonio Marziale, mi sono sembrati un po’ tutti affetti da ciò che molti liberal-libertari definiscono statolatria, ossia una sorta di idolatria dello Stato visto come unico depositario del bene sociale attraverso le sue innumerevoli propaggini burocratiche. Una cosa simile è accaduta, non mi stancherò mai di sottolinearlo, anche durante il periodo buio della pandemia, nel quale il sistema pubblico, attraverso un crescente numero di obblighi e disposizioni, era arrivato ad eliminare ogni forma di scelta da parte dei singoli. Se non ti vaccini ti ammali, muori e fai morire, disse a suo tempo uno dei massimi sacerdoti del sacro virus.

Ebbene, seppur in forma assai diversa, durante il citato dibattito è emersa un punto di vista piuttosto simile, che così possiamo sintetizzare: se non ti allacci alla rete elettrica, non porti l’acqua corrente in casa e il gas per il riscaldamento e, sopra ogni cosa, non ti doti di un confortevole bagno all’interno dell’abitazione certamente non muori e non fai morire, ma se incappi sotto la mannaia dei servizi sociali è sicuro che ti portano via i figli. In particolare, è proprio questa vera e propria ossessione del bagno in casa che ha fatto tirare un sospiro di sollievo, per così dire, ai sostenitori di un modello di esistenza che si vorrebbe imporre con la forza ai coniugi Trevallion-Birmingham. Dato che essi finalmente hanno accettato di costruire un bagno con tutti i crismi, dopo aver praticamente ceduto su tutto pur di riavere i propri bambini, in studio si è diffuso un certo qual ottimismo circa un veloce lieto fine di questa tragica vicenda.

Tuttavia, dato che in queste situazioni il “diavolo” si nasconde sempre nei dettagli, durante il programma è stato reso noto il contenuto di una relazione di chi ha in carico i bambini che, secondo i geni che l’hanno redatta, dimostrerebbe lo scarso livello di socializzazione di queste disgraziate creature. In estrema sintesi, osservando il comportamento dei tre bambini nel contesto in cui sono finiti, i responsabili della casa famiglia hanno certificato che questi ultimi manifestano “imbarazzo e diffidenza” nei riguardi degli altri minori presenti nella struttura protetta.

Infatti, per noi comuni mortali potrebbe sembrare più che comprensibile questo atteggiamento da parte dei tre piccoli, visto che hanno subito un trauma a dir poco spaventoso, ma non per chi è animato dal sacro fuoco di voler salvare a tutti i costi il mondo dalla barbarie di qualche eretico che pretende di vivere con la propria famiglia allo stesso modo dei nostri nonni e bisnonni. Ed è per questo che mi permetto di ribadire uno spassionato consiglio ai due sfortunati coniugi: una volta riavuto l’affidamento dei vostri figli, abbandonate il prima possibile questo inospitale deserto burocratico. In Italia si tollera di tutto, ma una volta che si finisce nel mirino di qualche autorità – in questo caso per aver ingerito funghi estremamente tossici – sono veramente cavoli amari. Tant’è che sempre nel citato programma, erano tutti preoccupati circa l’eventualità che, finalmente riunita la famiglia, il Tribunale dei minori e i servizi sociali potessero allentare la loro intrusiva vigilanza sul futuro prossimo di questi bambini. Andale, andale!

Claudio Romiti, 16 dicembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version