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I nostri porti in mano a un’armata Brancaleone

porti italiani Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Esiste una fortuna di fondo nella disastrosa vicenda delle nomine ai vertici dei porti: il bando non riguarda cardio-chirurghi. Una battutaccia? No. Perché se gli ospedali accettassero candidature non professionalmente adeguate, il paziente rischierebbe di trovarsi in sala operatoria sovrastato da un idraulico stile Super Mario Bros, o da un muratore o da un validissimo contabile che tentano con gli strumenti del mestiere (una chiave inglese, una cazzuola o una calcolatrice ben affilata) di aprirgli il torace.

Potrebbe sembrare un paradosso, ma la realtà dei fatti pare dimostrare che lo Stato italiano, si stia preparando ad affidare la sopravvivenza di organismi vitali e strategicamente determinanti per la sopravvivenza del Paese (e i porti sono indubbiamente tali) a una sorta di Armata Brancaleone di professionisti, certo validissimi in altri comparti (in taluni casi non si capisce quali) ma totalmente a digiuno di logistica e portualità.

E considerando che nella legge che fissa i requisiti professionali dei presidenti delle Autorità di sistema portuale, individuandoli in una provata conoscenza ed esperienza nella logistica e nei porti, c’è poco da stupirsi se, fermata la giostra delle nomine, già trasformata dal MIT in un commissariamento globale (constatata l’incapacità di scegliere veri presidenti per porti che a tutti gli effetti sono, nella migliore delle ipotesi…in gestione provvisoria con presidenti già scaduti) sia già partita la stagione dei ricorsi. Anche se i nomi dei ricorrenti non sono ancora noti, qualsiasi cittadino di buone senso, oltre che manager potenzialmente in possesso dei requisiti fissati per legge e ribaditi nel bando di concorso che il Ministero dei Trasporti aveva voluto per selezionare con oculatezza gli uomini migliori (ai quali affidare i porti, è titolato a ricorrere alla Giustizia amministrativa, a quella civile e persino a quella Penale, oltre che – come sottolineato in queste ore da Carlo Mearelli, (già presidente di Assologistica, e attuale presidente dell’Associazione dei manager europei – FICT), alla Corte di giustizia europea.

E inevitabilmente torna alla mente la famosa frase di Emilio Fede al termine di una diretta TV… che figura di… Ma viene anche da chiedersi, al di là dei conflitti stile Cencelli ridotto a mercato rionale, il perché nel silenzio assoluto di maggioranza e opposizione si sia arrivati a una situazione che potrebbe fare impallidire Nerone e la sua nomina senatoriale di un cavallo. Per quanto riguarda la maggioranza, sono ormai lontani i tempi in cui, più di un anno fa, si annunciava come dietro l’angolo, sia la riforma portuale (sparita nel nulla) sia la nomina dei presidenti in un elenco in cui a outsider pescati nelle liste dei “trombati elettorali” facevano da contraltare alcuni tecnici di valore, specie quelli già presenti all’interno delle Autorità di sistema portuale.

La Ripartenza

Nelle ultime settimane le scelte sono sprofondate negli abissi del sottobosco politico, con candidati che vantano (era accaduto in precedenza con la patente nautica che si traduceva in un titolo professionale) esperienza portuale maturata in una gita liceale nel porto di riferimento; o con vice sindaci esperti nella manutenzione degli argini del fiume Arno. E le opposizioni? Non una parola e non una polemica, anche perché il Mit con strana tempistica politica, ha come prima mossa regalato porti al Pd (cosa che non accadeva mai a posizioni rovesciate e sinistre al governo) e anche per i nuovi presidenti rossi, si potrebbe svegliare qualcuno con una voglia di ricorsi ed evidenziare che anche per questi i titoli professionali fissati per legge sono molto distanti. Molti scommettono che le opposizioni si sveglieranno quando i loro miracolati saranno saldamente sul ponte di comando del porto loro assegnato e toccherà esprimere i pareri degli altri componenti dell’Armata capeggiata da Brancaleone da Norcia.

Cosa fare? Un informatico direbbe che è meglio spegnere il computer per poi riaccenderlo e vedere se nel reset i programmi e le nomine si sono aggiornati. La nostra proposta? Avete presente la trasmissione Caduta libera di Gerry Scotti in cui i concorrenti che sbagliano la risposta precipitano nella botola. Concorrenti gli aspiranti presidenti e nella botola, un mare popolato di pesci non raccomandabili (tipi squaletti e piranha). Questa si sarebbe una selezione seria…a monte, considerando che all’ultimo minuto si verificherebbe un’epidemia di par.

Redazione logistica, 30 giugno 2025

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