
Lo ha chiamato “Green new scam” – la nuova truffa verde – il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il “Green new deal” – il nuovo affare verde – della Ue. Chissà come avrà reagito Ursula von der Leyen, ispiratrice del suddetto – per lei – affare. Ci voleva che qualcuno prima o poi lo dicesse, ed è toccato a Trump. Alla fine, si possono ingannare tutti per qualche tempo, forse qualcuno per sempre, ma non certo tutti per sempre. Ci voleva proprio qualcuno importante che lo dicesse. Noi lo diciamo da 25 anni, ma noi non siamo importanti.
Trump lo ha detto all’inizio di quest’anno a Davos: «il risultato del ‘Green new scam’ è stato il record di deficit». Allora, «invece di chiudere gli impianti energetici che funzionano, li stiamo aprendo. Invece di costruire mulini a vento inefficaci che perdono denaro, li stiamo smantellando e non ne approviamo di nuovi». Effettivamente, fermate le politiche energetiche distruttive che fanno aumentare i prezzi e perdere posti di lavoro, Trump ha portato la produzione di gas naturale degli Stati Uniti ai massimi storici, e lo stesso ha fatto con la produzione di petrolio. E ha anche firmato un ordine per approvare molti nuovi reattori nucleari.
«Forse è la più grande truffa della storia – incalza Trump – questo Green New Scam: mulini a vento ovunque, distruggono il tuo Paese». E ha puntato il dito contro la Germania che «ora produce il 22% di elettricità in meno rispetto al 2017, coi prezzi dell’elettricità che sono aumentati del 64%». E punta il dito anche contro il Regno Unito, che «oggi produce appena un terzo dell’energia totale da tutte le fonti che produceva nel 1999, e che ha nel Mar del Nord una delle riserve più grandi al mondo, ma non la usa». Trump rivendica le proprie origini europee, per metà scozzesi e per metà tedesche, e dice di volere il bene dell’Europa, che però ha agito in modo tale da «far aumentare il prezzo dell’elettricità del 139%: ci sono mulini a vento ovunque in Europa, e sono un fallimento». Dice di aver notato che più un Paese ha mulini a vento, più denaro perde; e peggio va. E si compiace con l’intelligenza dei cinesi: «producono quasi tutti i mulini a vento, eppure non sono riuscito a trovare nessun parco eolico in Cina. Li producono, e li vendono alle persone stupide che li comprano». E, in effetti, la Cina va a carbone e ha già cominciato a installare reattori elettronucleari: il futuro, secondo Trump.
Per queste parole, Trump è stato accusato di essere uomo superficiale che non conosce gli argomenti della scienza. Ma la scienza è fondata sui fatti. Vediamo allora i fatti. Cominciamo con stimare l’impegno economico che l’umanità ha profuso su eolico e fotovoltaico. Negli ultimi 20 anni sono stati installati 1200 gigawatt di eolico e 2200 gigawatt di fotovoltaico. Facendo il conto della serva, sono 8 trilioni di euro – oltre 1 trilione in eolico e quasi 7 trilioni in fotovoltaico. Insomma, in media, ogni abitante del pianeta, dal neonato all’ultracentenario, ha dato mille euro. Perché? Perché, per il bene del pianeta, bisognava ridurre le emissioni di CO2. Sono state ridotte, nel frattempo, codeste emissioni? Almeno di poco, o di pochissimo? No: negli ultimi vent’anni sono aumentate del 40%. Col che Trump ha ragione: gli impianti tanto cari a Ursula von der Leyen hanno fallito lo scopo per il quale furono installati.
Mille euro a testa per ogni abitante della Terra, dicevo. Naturalmente il numero è una media. Per capire di quanto ci si può scostare dalla media, eseguiamo lo stesso calcolo per l’Italia, ove è installato l’1% dell’eolico del mondo e il 2% del fotovoltaico del mondo. Con un po’ di aritmetica, si perviene, per l’Italia, ad una stima di impegno economico di euro 120 miliardi: ad ogni italiano, dal bebè all’ultracentenario, sono stati tolti 2000 euro, immolati sull’altare del Green new deal. Benefìci? Zero. Danni? La nostra è la bolletta elettrica più alta del mondo, sia per le imprese che per le famiglie. Che non significa solo bolletta più cara, ma anche ridotta competitività con chi produce a prezzi inferiori e, di conseguenza, perdita di posti di lavoro.
La cosa ironica è che ciò che aveva spinto la scelta – senza successo – di ridurre le emissioni di CO2 era il cambiamento climatico. Ma questo avviene con tempi dell’ordine di diversi secoli per essere percettibile. Insomma, si sapeva fin dall’inizio che il titanico sforzo sarebbe stato vano, anche quando quello sforzo avesse avuto successo (ma non l’ha avuto, come visto: le emissioni hanno continuato ad aumentare senza sosta). La cosa tragica è che il titanico sforzo ha distolto ogni attenzione da vere emergenze: quelle meteorologica, idrogeologica, sismica, che possono manifestarsi entro un ampio spettro di modalità: dal fastidio alla devastazione. In Sicilia, i cappotti nelle case hanno drenato risorse da Superbonus110% per oltre 6 miliardi di euro; nella sola provincia di Caltanissetta l’eolico e il fotovoltaico hanno drenato risorse dell’ordine di mezzo miliardo di euro: avranno pure avuto il cappotto, il tetto fotovoltaico e l’elettricità dal vento, ma son franate lo stesso le case di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, Sicilia.
L’America ha avuto la fortuna di avere un Presidente che non è stato personalmente coinvolto con le dissennate politiche dei Verdi, il che gli ha permesso di parlare francamente (cosa che ha fatto anche sul conflitto in Ucraina, addebitando tutta la responsabilità al predecessore). Per l’Europa la cosa sembra più difficile, ma un buon inizio ci sarebbe: lasciare i Verdi, i loro sodali e tutti coloro che profferiscono le parole “cambiamenti climatici”, fuori dalle porte d’ingresso dei parlamenti e, possibilmente, fuori dagli studi televisivi.
Franco Battaglia, 3 aprile 2026
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