Perquisizioni a tappeto e cellulari sequestrati: l’inchiesta sulla vendita di San Siro entra in una fase operativa e delicata. Come riferisce ANSA, la Guardia di finanza sta eseguendo un decreto del gip Roberto Crepaldi nei confronti di diversi soggetti coinvolti, tra cui ex amministratori pubblici, dirigenti e consulenti legati a Inter e Milan. I militari stanno operando negli uffici del Comune di Milano, nella sede della società M-I Stadio e nelle abitazioni di alcuni indagati.
Il fascicolo, coordinato dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, ipotizza reati pesanti: turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Nel registro degli indagati compaiono, tra gli altri, gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone, oltre a manager e consulenti delle due società calcistiche. L’indagine si inserisce nel solco della maxi inchiesta sull’urbanistica milanese, da cui sono emersi elementi investigativi – chat e mail – ritenuti rilevanti per approfondire il dossier stadio.
Sotto la lente degli inquirenti c’è l’operazione che ha portato alla cessione del Meazza a Inter e Milan per circa 197 milioni di euro. Il sospetto, tutto da verificare, è che l’iter possa aver favorito interessi privati a discapito di quelli pubblici, anche attraverso l’utilizzo della normativa sugli stadi per sostenere progetti di sviluppo immobiliare nell’area.
Nel decreto di perquisizione emerge anche una chat del 2019 dell’architetto Stefano Boeri, che metteva in guardia il sindaco Giuseppe Sala: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta -del Comune- basati sull’interesse collettivo”. Un passaggio che gli investigatori considerano significativo per ricostruire il contesto decisionale.
Le perquisizioni, estese anche a soggetti terzi, puntano ora a raccogliere ulteriori elementi utili a chiarire se la vendita dello stadio sia avvenuta nel rispetto delle regole o se, come ipotizzato, vi siano state interferenze indebite. Un’indagine destinata ad avere inevitabili ricadute politiche e amministrative sulla gestione del futuro di San Siro.
Articolo in aggiornamento
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