I “regali” del Green Deal: stop diesel Euro 5 da ottobre

Non potranno circolare oltre 1 milione di veicoli in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna

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Diesel euro 5

A partire dal 1° ottobre 2025, oltre un milione di veicoli diesel Euro 5 verranno messi al bando nelle principali città del Nord Italia. Una misura imposta da Bruxelles e recepita con zelo da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, che hanno firmato un decreto (n. 121/2023) destinato a colpire le tasche dei cittadini e la mobilità di chi lavora.

Il provvedimento — che sarà in vigore fino al 15 aprile 2026 — vieta la circolazione, nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30, delle auto Euro 5 nei Comuni con più di 30 mila abitanti. Un atto formalmente giustificato dalla necessità di contrastare l’inquinamento atmosferico, ma che appare come l’ennesimo cedimento alle imposizioni ideologiche della Commissione europea e del suo Green Deal, sempre più scollegato dalla realtà.

Le cifre sono impietose: in Lombardia saranno bloccati 484 mila veicoli, in Veneto oltre 340 mila, in Emilia-Romagna 270 mila, mentre in Piemonte il blocco coinvolgerà circa 236 mila auto. Le città più colpite? Milano, Torino, Bergamo, Brescia, Monza, Verona, Bologna — per citare solo le principali.

E mentre milioni di italiani ancora faticano ad arrivare a fine mese, lo Stato dice loro che dovranno cambiare macchina, con buona pace di chi non può permetterselo. L’età media delle auto nel nostro Paese è ormai di 13 anni, e quasi una su quattro ha più di 19 anni. Secondo i dati ACI, ben 18,4 milioni di vetture sono ancora Euro 4 o inferiori, con oltre 4 milioni addirittura classificate come Euro 0 o Euro 1.

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Di fronte a questo scenario, il Governo cerca di correre ai ripari. “Siamo al lavoro per annullare il blocco delle auto con motore Euro 5 diesel” ha annunciato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, come riporta il Corriere: “È una delle follie della Commissione von der Leyen, che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green Deal”, ha dichiarato ancora Salvini: “I cittadini il prossimo anno non potranno più usare milioni di veicoli, questi sono i problemi veri. Il consumatore non vuole l’elettrico al momento a decidere deve essere il mercato”.

Intervenendo in videocollegamento con il Consiglio direttivo di Alis, Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile in corso a Como, Salvini ha aggiunto: “Sto lavorando personalmente a un emendamento da inserire al decreto infrastrutture in prossimo arrivo in Parlamento per evitare il blocco” dei diesel Euro 5 dal prossimo mese di ottobre “che sarebbe, soprattutto nella pianura padana, in Piemonte, Lombardia e Veneto, causa di enormi problemi familiari, lavorativi e commerciali. Si parla – ha ricordato il ministro – di sette milioni di veicoli a livello nazionale, più di 100mila veicoli Euro 5 solo a livello commerciale. La transizione va accompagnata, non va imposta con rigidi scompartimenti, blocchi o divieti”.

Una possibile ancora di salvezza per chi non può permettersi di cambiare auto arriva dal sistema Move-In: un dispositivo GPS che consente di monitorare i chilometri percorsi annualmente, aggirando i blocchi orari ma solo entro limiti prestabiliti. Una soluzione-tampone, certo, che però non risolve il nodo centrale: milioni di italiani verranno messi ai margini della mobilità in nome di una transizione ecologica calata dall’alto, che ignora la realtà del Paese.

Franco Lodige, 10 giugno 2025

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