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I video intimi di De Martino e Tronelli: il modem e la falla, come sono entrati?

La procura apre un'inchiesta: alcuni hacker avrebbero violato il sistema di sorveglianza e pubblicato in rete i filmati. Interviene il Garante della Privacy

Stefano De Martino e Caroline Tronelli
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Stefano De Martino, noto conduttore televisivo e volto d Rai1, ha scoperto il 9 agosto 2025 che la sua privacy era stata violata. Un hacker ha trafugato registrazioni dal sistema di videosorveglianza installato nell’appartamento romano della compagna, Caroline Tronelli, 22 anni. I video, che mostrano la coppia in momenti intimi, sono stati caricati su un sito straniero, poi rimbalzati in modo virale su chat come Telegram e WhatsApp, fino a Facebook.

Aperta un’indagine per accesso abusivo

De Martino era in vacanza a Porto Cervo quando, tramite messaggi anonimi, ha saputo della fuga di dati. Ha subito incaricato gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di presentare denuncia sia alla Polizia Postale di Porto Cervo che alla Procura di Roma. Le indagini, aperte contro ignoti, si muovono con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico. Il procedimento è coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco.

Modalità dell’hackeraggio: falle nei sistemi di sicurezza domestici

Non è ancora chiaro se l’attacco fosse mirato o casuale. Un esperto di cyber sicurezza ha spiegato che spesso le telecamere domestiche non aggiornate o protette da password deboli sono vulnerabili. Gli hacker potrebbero aver preso i video sia in diretta che attingendo dagli hard disk su cui si registrano ciclicamente le immagini. Talvolta, attacchi di phishing permettono agli intrusi di accedere usando credenziali rubate, specie se manca l’autenticazione a due fattori. In Italia, si stima che decine di migliaia di telecamere siano facilmente violabili. Secondo la denuncia presentata da De Martino, come riporta il Corriere, “è collegato a un modem” e “questa sarebbe la porta d’ingresso che ha permesso all’hacker di accedere”.

Dopo la diffusione, il Garante Privacy ordina la rimozione dei video

Il Garante della Privacy è intervenuto subito dopo la denuncia. Ha ordinato l’immediata rimozione del materiale e ha avviato un’istruttoria. Nella nota si legge: “È stato adottato un provvedimento di avvertimento circa il carattere presumibilmente illecito di ogni eventuale ulteriore diffusione dei medesimi filmati”. L’Autorità ha detto che si riserva ogni provvedimento sanzionatorio e correttivo verso i responsabili. Tuttavia, la rimozione completa di immagini già condivise resta molto difficile.

Impatto mediatico e rischi legali della condivisione

I video rubati sono comparsi su diverse piattaforme. L’etichetta “inoltrato molte volte” presente sulle clip mostra quanto siano state ampiamente condivise. Gli avvocati Pisani hanno lanciato un appello: chiunque gestisca o condivida questi video rischia gravi reati. Si legge: “Chi gestisce questi dati personali altrui potrebbe incorrere in gravi reati”. La legge italiana prevede fino a 6 anni di reclusione e sanzioni economiche fino a 15.000 euro per chi condivide video privati senza consenso, con pene anche maggiori in caso di diffusione tramite app e web.

La reazione della coppia e la destinazione dei risarcimenti

Stefano De Martino e Caroline Tronelli hanno incaricato un investigatore privato per seguire la circolazione del video. Gli avvocati hanno chiarito che eventuali risarcimenti saranno devoluti interamente in beneficenza, per iniziative a favore dei bambini e progetti contro il cyberbullismo. De Martino ha precisato che la denuncia è rivolta non solo agli hacker, ma anche contro chiunque contribuisca alla diffusione o salvi le immagini illecite.

La vicenda ha acceso il dibattito sull’uso delle telecamere domestiche e sulla diffusione di contenuti tramite social e chat. Anche familiari di De Martino sono stati oggetto di commenti offensivi online, come il figlio di 12 anni avuto da Belen Rodriguez. Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’attacco informatico e individuare i responsabili, mentre su Telegram e WhatsApp la circolazione delle immagini continua ad essere un problema serio per le vittime.

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