Nell’ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha commentato con il suo consueto stile provocatorio la questione del non voto, il caso della pubblicità della U-Power censurata e la vicenda di un suicidio a Milano, oltre a un singolare episodio accaduto a Napoli.
“Allora ragazzi, la prima cosa è ancora sulla questione di votare o non votare, l’ipocrisia totale di chi si indigna”, ha esordito Cruciani. “Certo, in questo caso sì, perché mille volte è successo il contrario. L’ipocrisia di chi si indigna perché alcuni sostengono che si può anche non votare per il referendum. Il non votare, lo voglio dire in maniera chiara, è qualcosa di nobile, è qualcosa di prezioso. L’indifferenza rispetto a un argomento, rispetto al fatto di andare a votare, fa parte di quello che possiamo essere, cioè possiamo essere indifferenti, possiamo fottercene oppure possiamo anche sfruttare questa cosa per boicottare un’iniziativa”. Il conduttore di Radio24 ha poi criticato la “mobilitazione pelosa” e l’appello alla coscienza democratica: “Dobbiamo andare a votare per cambiare le cose. Questo è tipico delle dittature, quello della mobilitazione pelosa. No! Si può essere indifferenti, si può non andare a votare, si può boicottare qualche cosa. Questa è la democrazia e andate a fare in culo.”
Passando alla seconda questione, Cruciani ha espresso il suo disappunto verso la censura di uno spot pubblicitario in cui un bambino guardava estasiato Diletta Leotta: “Va bene che un bambino possa andare in moschea? Dunque sarebbe inclusivo, sarebbe grandioso se un bambino piccolo va in moschea e si prostra verso la Mecca, senza capire un cazz*, ma va bene, va benissimo” ,ha sarcasticamente commentato, “però non va bene se guarda le gambe di una bella fig*. Ragazzi, io vado al manicomio”.
Affrontando poi il caso del suicidio di Emanuele De Maria dal Duomo di Milano, Cruciani ha dichiarato senza mezzi termini: “Io non mi do pace per la vicenda di Milano, di quel tizio che si è gettato e non ce ne rammarichiamo. Certamente non siamo dispiaciuti per questa fine. Forse sarebbe stato utile all’indagine averlo vivo, sicuramente, però comunque si è buttato dal Duomo e certamente non piangiamo”.
Infine, Cruciani ha concluso con un episodio accaduto a Napoli, dove un bambino ha guidato una minimoto tra la folla: “In quale città, in quale città a nove anni guida tra la folla di un’area pedonale una minimoto, 100 di cilindrata, ovviamente finisce in caserma, denunciati i genitori, a Genova, ad Ancona? No! A Roma? No! E dove mai?” ha domandato retoricamente, sottolineando incredulità per l’accaduto.


