Politiche green

Il bluff della temperatura media globale

Le contraddizioni che mettono in crisi le fondamenta della climatologia modellistica

Questo sarà un articolo in due puntate. Dimostrerò che l’intera climatologia modellistica è sbagliata, compresa quella che fece meritare il premio Nobel per la Fisica del 2021 a Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann; che fu così un premio dato per una ricerca sbagliata per due ragioni. La prima la scrivemmo qui il 12 ottobre 2021. Trattiamo ora la seconda ragione: la cosa attiene al fatto che questi modelli cercano di ricostruire il clima a partire dalle temperature registrate da decine di migliaia di stazioni sparse nel pianeta, temperature poi elaborate in valori medi tramite medie aritmetiche dei valori registrati. Orbene, è tutto sbagliato: come vedremo, la temperatura media globale è un’invenzione priva di alcun valore fisico, e per capirlo dobbiamo partire dai fondamentali che, mi sono accorto, non sono chiari a molti miei illustri colleghi.

In particolare, mi sono accorto che quasi nessuno ha capito cos’è una media. Se chiedete al primo che passa per strada la media fra 20 e 80 vi risponde 50. Se lo chiedete ad uno scientificamente colto, magari vi chiederà: quale media? Aritmetica? Geometrica? Armonica? O quale altra? Orbene sia la risposta dell’uomo della strada che la richiesta di chiarimento da parte dello scienziato non colgono il punto in ordine alla ricerca della media tra due o più numeri. Giova chiarirlo una volta per tutte e, senza offesa, consentitemi di cominciare da zero.

Di fronte a una sequenza di dati, si ha spesso il desiderio di cercare un valore – uno solo! – che in qualche modo rappresenti l’intera sequenza. Nell’analisi statistica dei dati, quel valore si chiama “indice di posizione”. Il punto cruciale da capire è che il valore cercato deve essere associato ad un qualche scopo: senza specificare quello scopo non è possibile dare un indice di posizione appropriato, e qualunque indice si dia è puro esercizio aritmetico privo di significato. E lo scopo deve essere esplicitato prima ancora di calcolare l’indice cercato.

Ecco un esempio. Si abbiano le lunghezze dei piedi di una popolazione. Possiamo farci tutte le medie che vogliamo e otterremmo senz’altro dei numeri, ma… che ce ne facciamo? Ecco invece uno scopo: un giovane fabbricante di scarpe è all’inizio della propria attività e, al momento, può produrre solo scarpe di una sola misura. Quale sceglie? Se scegliesse, per esempio, la media aritmetica delle misure dei piedi della popolazione rischierebbe di non vendere neanche un paio di scarpe. L’indice di posizione adatto allo scopo è quell’indice statistico che si chiama “moda” e fabbricherà allora scarpe della misura pertinente al maggior numero di individui della popolazione.

Veniamo ora alle varie medie. Cos’è una media di una sequenza di numeri? Essa è quell’unico numero che, sostituito a tutti i numeri della sequenza, lascia invariato il preciso scopo per il quale si sta cercando la media. Facciamo degli esempi e torniamo alla media tra 20 e 80, che ci chiedevamo all’inizio. Ecco diversi casi con diverse risposte.

1) Un automobilista percorre nel tempo T la prima metà di un tragitto alla velocità di 20 e la seconda metà alla velocità di 80. L’automobilista si chiede qual è quell’unica velocità che dovrebbe tenere lungo tutto il tragitto per percorrerlo nello stesso tempo T. La risposta risulta essere la media armonica tra le due velocità, ed è 32.

2) Un automobilista percorre la prima metà di un tragitto alla velocità di 20 e la seconda metà alla velocità di 80 e consuma X litri di benzina. L’automobilista si chiede qual è quell’unica velocità che dovrebbe tenere lungo tutto il tragitto per percorrerlo consumando L litri di benzina. La risposta dipende dalle caratteristiche del motore e può ben essere 60.

3) Abbiamo 1 kg di piombo alla temperatura di 80° e 1 kg di acqua alla temperatura di 20°. Qual è la temperatura media del sistema piombo+acqua? Come detto, se non specifichiamo qual è lo scopo della media cercata non possiamo dare alcun valore. Uno scopo possibile potrebbe essere questo: è quell’unica temperatura che dovrebbero avere i due sistemi per ottenere lo stesso valore di temperatura che si otterrebbe quando, immergendo il piombo nell’acqua si ottiene lo stato di equilibrio termico. Se questo è lo scopo della media, essa risulta essere 22°. Lo scopo comune agli stati (80,20) e (22,22) è che entrambi portino allo stesso stato termico del sistema costituito dal piombo immerso l’acqua. Il climatologo modellista, invece, usa la media aritmetica e risponderebbe 50, perché è questo quel che fa con due temperature misurate da due stazioni meteo, ma non si capisce quale dovrebbe poi essere lo scopo comune agli stati (80,20) e (50,50). Però direbbe che il sistema si è rinfrescato, essendo passato da una temperatura media di 50° ad una di 22°.

4) Abbiamo 1 kg di piombo alla temperatura di 20° e 1 kg di acqua alla temperatura di 80°. Con lo scopo detto nell’esempio precedente la media risulta essere 78°. Per il climatologo, invece, la temperatura media del sistema passa da 50° a 78° e il sistema globale si sarebbe riscaldato.

5) In un pianeta fittizio, freddo e abbastanza piccolo da richiedere due sole stazioni meteo, queste hanno registrato ieri le temperature di 20 K e 80 K, e oggi di 40 K. Il climatologo modellista direbbe che la temperatura media del pianeta era 50 ieri e 40 oggi: da ieri a oggi, direbbe, il pianeta si è rinfrescato. Senonché, se invece di eseguire la media aritmetica eseguisse la media armonica, la temperatura media di ieri sarebbe 32 e quella di oggi 40: il pianeta si sarebbe riscaldato. E se eseguisse la media geometrica, i valori sarebbero 40 ieri e 40 oggi: il clima del pianeta risulterebbe invariato. Insomma si ha riscaldamento globale o raffreddamento globale a seconda della media usata! Al momento, però, l’uso della media aritmetica non è specificato da nessuno: le medie aritmetiche calcolate sulle registrazioni localizzate, nel tempo e nello spazio, non hanno alcun valore maggiore della media aritmetica calcolata sulle misure dei piedi di una popolazione o sui numeri telefonici dell’elenco telefonico.

Finora per la media tra 20 e 80, abbiamo trovato i valori: 22, 32, 40, 50, 60, 78. In realtà può essere qualunque numero e dipende dallo scopo. Un’ultima credenza da sfatare è quella che vuole che il valor medio di una sequenza di numeri sia compreso tra i valori più piccolo e più grande della sequenza. Nella prossima puntata farò vedere che la media fra 20 e 80 può ben essere 123. Si comincia ora a capire come sta vacillando l’intera costruzione della climatologia modellistica. Continua…

Franco Battaglia, 16 ottobre 2026

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