Il centrodestra si fa male da solo: lite nel governo sul terzo mandato

La legge della Provincia di Trento impugnata dall'esecutivo. Fugatti: "Atto pesante". Salvini getta acqua sul fuoco: "Questioni locali"

4.4k 9
centrodestra salvini meloni tajani

Oggi il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento che permette al presidente della Provincia di candidarsi per un terzo mandato consecutivo. La norma, approvata il 9 aprile dal Consiglio provinciale del Trentino-Alto Adige con 19 voti favorevoli e 16 contrari, è stata promossa dal capogruppo della Lega in Provincia, Mirko Bisesti. Se confermata, consentirebbe al presidente leghista Maurizio Fugatti di ripresentarsi nel 2028. Attualmente, la legge nazionale limita i mandati consecutivi a due.

La spaccatura nella maggioranza

La decisione del governo ha messo in evidenza una divisione tra i partiti di maggioranza. La Lega, da sempre favorevole al terzo mandato, si è espressa contraria all’impugnazione durante il Consiglio dei ministri. I ministri del Carroccio, tra cui Roberto Calderoli, hanno sostenuto che la normativa approvata dal Trentino rientri nelle prerogative dell’autonomia speciale. Tuttavia, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno appoggiato l’impugnazione, rifacendosi anche a precedenti sentenze della Corte costituzionale che hanno ritenuto incostituzionali leggi simili, come quella della Campania per Vincenzo De Luca. Salvini ha però cercato di abbassare la tensione parlando di “questioni locali”.

Le critiche del presidente Fugatti

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha definito l’atto «un attacco politico pesante contro l’autonomia trentina». Fugatti ha ricordato che lo statuto speciale del Trentino conferisce competenze legislative esclusive in materie come quella elettorale. La Lega ha rimarcato che tale decisione potrebbe avere ripercussioni sul sistema regionale delle autonomie speciali, aggiungendo che la sentenza sulla Campania non dovrebbe applicarsi al Trentino per via delle differenze legislative tra regioni ordinarie e quelle a statuto speciale.

Dalle opposizioni sono arrivate critiche verso la maggioranza. Benedetto Della Vedova (+Europa) e Raffaella Paita (Italia Viva) hanno sottolineato come questa decisione riveli spaccature interne al governo. I due esponenti hanno invitato la presidente Giorgia Meloni a riferire in Parlamento sulla tenuta della maggioranza, accusando i partiti di centrodestra di preoccuparsi più della spartizione delle “poltrone” che di affrontare le questioni prioritarie del Paese.

I precedenti e il futuro della legge

Il caso trentino segue la vicenda della Campania, dove la Corte costituzionale aveva già bocciato la norma che avrebbe permesso un terzo mandato consecutivo al presidente della Regione Vincenzo De Luca. Ora, la Consulta dovrà esaminare anche la legge approvata dal Trentino-Alto Adige, regione a statuto speciale che gode di maggiori forme di autonomia rispetto alle regioni ordinarie.

Al di là del caso trentino, la tensione si riflette anche in altre regioni a statuto speciale, come il Friuli Venezia Giulia, dove il presidente Massimiliano Fedriga (Lega) sta gestendo una crisi politica interna. Le divergenze tra i partiti di centrodestra sul tema delle autonomie regionali sembrano essersi acuite, mettendo a rischio la coesione della coalizione anche su altre questioni di rilevanza nazionale.

Con l’impugnazione del governo, la legge trentina sarà ora sottoposta all’esame della Corte costituzionale. La decisione della Consulta sarà fondamentale per stabilire se l’autonomia speciale del Trentino possa legittimamente giustificare un’eccezione alla normativa nazionale sul limite dei mandati. Intanto, il dibattito politico resta aperto, con implicazioni che potrebbero toccare altre realtà a statuto speciale in Italia.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version