Il coltello, i precedenti nel 2015, “lo rifaccio”: perché Lanni era libero di colpire?

L'aggressore di Gae Aulenti aveva già preso di mira altre persone. Condannato a 8 anni di carcere e tre di struttura psichiatrica

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vincenzo Lanni

La domanda che molti ancora si fanno è: perché l’ha fatto? E soprattutto: si poteva evitare, considerati i precedenti? Ieri mattina, intorno alle 9 del mattino, Anna Laura Valsecchi, una dirigente 43enne di Finlombarda, è stata colpita alle spalle con un coltello da cucina mentre si dirigeva al lavoro in piazza Gae Aulenti, nel cuore di Milano. Il sospetto aggressore, Vincenzo Lanni, è stato arrestato 11 ore dopo dai carabinieri in un albergo non lontano dalla stazione centrale. Non c’è alcun legame tra la vittima e l’aggressore, che avrebbe scelto casualmente la donna tra la folla. La vittima, soccorsa dai presenti e portata al Niguarda, è stata sottoposta a un intervento di due ore ed è tuttora in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita.

Un volto già noto: i precedenti del 2015 nella Bergamasca

Lanni, originario di Bergamo e appassionato di scacchi, era già stato protagonista di un episodio simile nel 2015. All’epoca accoltellò due anziani: un 78enne a Villa di Serio e un 84enne ad Alzano Lombardo. Entrambi, feriti gravemente, sopravvissero agli attacchi. Durante il processo successivo, l’uomo ammise di sentirsi frustrato e fallito nella sua vita, spiegando che aveva progettato di uccidersi o assassinare qualcuno. “Volevo uccidere perché sono un fallito,” dichiarò in quell’occasione. “Sono insoddisfatto della vita e volevo ammazzarmi: ma sono un vigliacco. Gli anziani sono più facili da colpire — aggiunse — perché sono i più indifesi”.

Nel 2016, una perizia certificò che Lanni era affetto da un disturbo schizoide della personalità, portando alla sua condanna a otto anni di carcere più altri tre anni da scontare in una struttura psichiatrica. Dopo aver terminato questa pena, Vincenzo Lanni era stato trasferito in una comunità di recupero nel Varesotto. Da lì sarebbe stato allontanato di recente, per motivi ancora da chiarire. È in questo contesto che l’uomo avrebbe deciso di rifugiarsi in un albergo milanese, dove poco dopo è stato fermato.

Le domande allora si accavallano. Se nel 2016 è stato condannato a 8 anni di carcere e tre di struttura psichiatrica, Lanni oggi dovrebbe essere ancora “sotto controllo”. Eppure era libero di circolare per Milano, prendere un hotel e attaccare a casaccio una qualsiasi donna. Erano la sua ossessione, riporta ilGiorno: “Dieci anni fa, l’uomo disse al pm che lo interrogò che aveva deciso di uccidere per il profondo senso di frustrazione che provava per la sua vita, giudicata “un fallimento”. E aggiunse che se non fosse stato fermato avrebbe continuato, prendendo di mira anche donne”.

Riconosciuto dalla gemella

Il fermo dell’uomo si è reso possibile grazie alle telecamere di sicurezza poste nella piazza. Le immagini, che mostravano Lanni avvicinarsi alla vittima con una busta in mano e colpirla con un solo fendente, sono state fondamentali per identificarlo. Tra i dettagli rivelatori, gli abiti indossati al momento dell’aggressione. Decisiva, inoltre, la segnalazione della sorella gemella di Lanni, che ha riconosciuto il fratello e contattato i carabinieri, fornendo elementi chiave per rintracciarlo in breve tempo.

Lanni, ex programmatore informatico, ha vissuto negli ultimi anni in una condizione di isolamento sociale. Senza famiglia né amici, era solito dedicarsi agli scacchi e alla lettura di polizieschi e testi di criminologia. La perdita del lavoro nel 2012 e le difficoltà nel reinserirsi nella società sembrano aver aggravato il suo quadro psicologico. Questo disagio, già evidente nel 2015, torna con forza oggi come uno dei punti centrali dell’indagine in corso.

Le indagini proseguono per chiarire i dettagli

Mentre Anna Laura Valsecchi lotta per riprendersi, le autorità stanno cercando di definire tutti gli aspetti di questa tragica vicenda. Tra i nodi centrali da chiarire, i motivi che hanno portato Lanni a lasciare la comunità di recupero e l’esatta dinamica dell’aggressione. Nel frattempo, quanto accaduto accende un nuovo dibattito sul reinserimento e controllo di persone con un passato psichiatrico e criminale.

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