La democratica afro americana Sade Perkins, moglie di un reverendo, dice che le bambine morte nel nubifragio in Texas se lo sono meritato perché bianche.
Parliamo di Sade Perkins, compagna del reverendo Colin Bossen della First Unitarian Universalist Church of Houston, ex collaboratrice del sindaco di Houston, attivista autoproclamata e influencer su TikTok (@sades_world8), convintamente democratica. L’altro giorno, ha pensato bene di sfruttare la tragedia del nubifragio in Texas come occasione per farsi notare e fare una manciata di “followers”.
Per chi non lo sapesse il 4 luglio 2025, una violentissima alluvione causata dall’esondazione del fiume Guadalupe ha travolto il Camp Mystic, un campo estivo cristiano per sole ragazze, causando la morte di almeno 27 ragazzine tra le oltre 80 vittime totali.
In una serie di video diventati virali, la signora Perkins ha commentato la morte di queste ragazzine, tra i 7 e i 17 anni, con un tono che definire “sfacciatamente razzista” è fare un complimento.
Ora, la maggior parte degli esseri umani, davanti alla notizia della morte di bambini in una catastrofe naturale, tende a provare… sgomento, dolore? Non Sade. No, lei ha visto un’opportunità. L’opportunità di far notare che quelle ragazzine annegate erano bianche. E che, proprio perché bianche, le loro morti, secondo lei, meritano meno lacrime. Seguendo il suo “sermone” su TikTok si ha l’impressione netta che quelle bambine, e il loro campo estivo “tutto bianco”, si siano sostanzialmente meritati la punizione divina. “Oh, un campo solo per bianchi?”, grida lei, con tono da cappuccino al bar: “Se fossero state ispaniche, a nessuno sarebbe fregato un c***o!”. Il sottotesto, grande come un cartellone a LED a Times Square, era: e quindi non dovrebbe fregartene nemmeno adesso.
Fermiamoci un attimo. Perché la sfacciataggine è talmente abissale da lasciare senza fiato. Immaginate per un solo istante se un opinionista conservatore, diciamo un deputato repubblicano dell’Alabama, uno di quelli che si scandalizzano per le gonne sopra il ginocchio, avesse commentato allo stesso modo la morte di bambini di una qualsiasi altra etnia. Il web sarebbe esploso. I talk show sarebbero diventati un portale verso l’inferno. Quella persona sarebbe stata cancellata, bandita da ogni piattaforma, costretta a vivere in una grotta nutrendosi di muschi e di licheni. E, aggiungerei, giustamente! Perché sarebbe razzismo. Chiaro, disgustoso, vergognoso razzismo.
Ma se a dirlo è Sade Perkins, moglie di un reverendo democratico? Allora no, è attivismo. È “dire la verità al potere”. No, è solo espressione di odio davanti a una telecamera. E la cosa più deprimente? L’alzata di spalle collettiva. Due o tre mezze critiche dal suo schieramento politico. Il sindaco di Houston (democratico pure lui) ha detto che i commenti erano “profondamente inappropriati”, che è come definire un uragano di categoria 5 “un venticello fastidioso”.
E giusto per chiarire che non si trattava di uno scivolone, di un momento d’impeto mal formulato, lei ha rincarato la dose. Altro video, stessa cattiveria: “Sì, lo intendevo proprio così“. Secondo lei, piangere per delle bambine morte è in realtà una forma sottile di supremazia bianca.
Ecco dove siamo arrivati, gente. In certi ambienti, l’odio verso i bianchi non solo è tollerato, è celebrato come se fosse una forma di giustizia sociale. Come se il razzismo potesse essere controbilanciato con altro razzismo. Ma l’odio è odio. E quando una progressista, una democratica, la moglie di un leader spirituale per giunta, si compiace apertamente della morte di bambine per il colore della loro pelle, e poi difende questa mostruosità, dobbiamo chiamarla col suo nome. Non è una riflessione profonda. Non è smantellare l’oppressione sistemica. È solo bigottismo becero travestito da attivismo woke.
E se non lo denunciamo con forza, senza giri di parole, allora stiamo tutti giocando a questo gioco delirante dove l’odio va bene, purché sia diretto verso il bersaglio giusto. E, spoiler: è un gioco a cui perderemo tutti.
Cesare Rascel, 14 luglio 2025
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