
Allora, cari amici, preparatevi perché con Trump non ci si annoia mai ed è arrivato un nuovo scooppone!!! La Casa Bianca ha appena sfornato un mucchio di documenti che accusano Barack Obama e la sua squadra di supereroi dell’intelligence (Clapper, Brennan, Rice e compagnia bella) di aver ordito un complotto per sabotare la vittoria di Trump nel 2016.
Durante l’incontro con la stampa Karoline Leavitt ha dichiarato che “Il presidente Obama ha tentato di minare la volontà democratica del popolo americano. Pur mostrando pubblicamente un’immagine di trasferimento pacifico del potere, in privato l’ex presidente ha adottato azioni estese e oscure per sabotare il suo successore, il presidente Trump. Sembra la sceneggiatura di “House of Cards”, solo senza Kevin Spacey (che fu cancellato proprio dai Dem con uno scandalo #metoo che poi risultò totalmente infondato ma che è costato all’attore la sua carriera… Ma dettagli, tanto la reputazione altrui per loro è sacrificabile come il tacchino del Ringraziamento).
Forse ricorderete che nel 2016, alla fine della presidenza Obama, ci fu fatta una capoccia a secchio per via del “sospetto” che i russi avessero manipolato le elezioni presidenziali americane a favore di quel cattivone di Trump e a discapito della Maria Teresa di Calcutta 2.0 aka Hillary Clinton. Beh… ci sono delle novità. Secondo la nuova regina dell’intelligence USA, Tulsi Gabbard, la cricca obamiana avrebbe fatto sparire report che dicevano chiaro e tondo “La Russia non ha manipolato le elezioni e, francamente, non gliene fregava nulla”. Peccato che nei talk show la storia “Trump ha vinto per colpa di Putin!” fosse molto più trendy. E così, via libera a impeachment, inchieste infinite e a una telenovela che Beautiful levati proprio. Tutto questo deriva dai documenti appena sfornati dalla Casa Bianca: pare che nei mesi precedenti le elezioni del 2016, Obama e i suoi avrebbero ricamato ad arte le informazioni degli 007 per creare le basi di un (tentato) golpe contro Trump
Ebbene si, in tutta questa soap opera Obama è la vera star, perché pare che non sia stato un semplice spettatore passivo, ma abbia guidato il suo team a riscrivere la narrativa di quanto successo nel 2016, incapace di accettare la sconfitta. Mentre Leslie Stahl di “60 minutes” si indignava con Trump che negava un coinvolgimento dei russi, tutti i media contribuivano a foraggiare la teoria di cospirazione che Obama aveva creato. Nei documenti rilasciati da Tulsi Gabbard la scorsa settimana, ci sono le prove che i servizi segreti avessero già confezionato due rapporti nei quali si diceva che, udite udite, non c’erano prove solide di mano russa sulle elezioni. Ma non era il messaggio che Obama voleva sentire mentre già pianificava il blockbuster “La Russia ha aiutato Trump”.
Allora che si fa? Si commissiona un nuovo bel dossier, con la direttiva di spiegare non se ma come i terribili russi avessero favorito la sconfitta di zia Hillary (quella che vuole il TSO per chiunque non voti come dice lei). Ovviamente non appena qualcuno osava porre domande, partiva la solita tenzone della moralità: “Come osi dubitare dei nostri report sacri?”. E giù la solita stampa compiacente a spianare la strada, pronta a sbranare chiunque non si allineasse alla verità ufficiale.
Ma la statuetta come Miglior Attore Protagonista va dritta a Barack Hussein Obama, che, pur sapendo dei risultati negativi delle indagini, si guardò bene dal menzionarli e ammiccò pubblicamente a possibili interferenze russe. Perché la democrazia, come il Wi-Fi, funziona bene solo a casa loro. E così parte la macchina del fango, con una Nancy Pelosi, memorabile, che il 13 luglio 2017 dichiara: “Abbiamo prove incontrovertibili che dimostrano che Trump potrebbe essere stato aiutato dai Russi”. Che bella la grammatica dem: “incontrovertibile” che si identifica in “potrebbe”. Tutto questo perché, come nei migliori studi legali, bisogna sempre lasciare aperto uno spiraglio per la fuga.
E già, la cosa era talmente spudorata che sapevano che prima o poi sarebbe arrivato questo momento e quindi tutte le frasi che pronunciavano erano formulate in funzione di una futura difesa legale. Quando le panzane si identificano come verità… (certo che questa stronzata dell’identificarsi funziona veramente con tutto!! Geniale!). E questa è stata la strategia di chi si è reso conto di stare perdendo consensi! E quando perdi consenso, che si fa? Si censura e si scredita tutto ciò che non profuma di “mainstream”. Da qui, il diluvio universale di fact checking e banned posts, rigorosamente etichettati “fake news”… cioè, tradotto, tutto ciò che non piace ai Democratici. (Zuckerberg docet)
Curiosamente, dopo anni di “Trump fascista!” urlato ovunque, appena si gira la frittata ci si accorge che i più solerti a mettere il bavaglio sono quelli che si autotitolano custodi della libertà. Mi sorprende quanto per anni sia passato inosservato il paradosso per cui, con la scusa di “tutelare l’animo fragile di chi ha l’offesa facile”, si sia potuto censurare, cancellare e rovinare la vita e la carriera di chiunque non si allineasse alle loro teorie sempre più deliranti. Ora aspettiamo solo di sapere se arriveranno le manette per alto tradimento per Barack Obama.
Cesare Rascel, 25 luglio 2025
Fonti preziose:
• White House Press Release: https://www.youtube.com/live/erMZ-23cJfY?si=2AMzjkTRGnBkoMDe
• DNI.gov – New Evidence of Obama Administration Conspiracy: https://www.dni.gov/index.php/newsroom/press-releases/press-releases-2025/4086-pr-15-25
• The New York Times sull’accusa di cospirazione “politicizzata”: https://www.nytimes.com/2025/07/18/us/politics/gabbard-obama-trump-russia.html
• The Economic Times – Tulsi Gabbard Declassifies Memo: https://youtu.be/AXA6qh4t3qQ
• Washington Post – Pelosi su violazione legge: https://www.washingtonpost.com/news/powerpost/wp/2017/07/14/pelosi-suggests-trump-surrogates-violated-law-as-members-try-to-force-votes-on-matters-related-to-russia-probe/
• Fair Observer – RussiaGate e censura: https://www.fairobserver.com/region/north_america/peter-isackson-russiagate-russian-interference-us-elections-american-politics-world-news-today-78167/
• NY Times – Gabbard Rilascia Nuovi Documenti: https://www.nytimes.com/2025/07/23/us/politics/trump-russia-obama-gabbard.html
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