Caffè avvelenato

Il comunista col Warhol

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar, qualcuno si ricorda ancora delle scissioni dell’atomo a sinistra e della mitologica Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti, già all’epoca vittima di una esilarante parodia di Corrado Guzzanti. Qualcuno – lui compreso – era comunista; poi sono arrivati i comunisti col Rolex, affascinati dal potere, dal privilegio, dalla ricchezza, più interessati ai diritti civili che ai diritti sociali. Bertinotti stesso, dopo l’infatuazione per il cachemire, è andato incontro a una sorta di conversione in salsa liberale. Quello che però, nel bestiario politico, ancora mancava, era il comunista col Warhol: l’ex compagno Fausto, infatti, cultore d’arte, possedeva due serigrafie del genio americano, raffiguranti nientemeno che… Mao Zedong.

La trasformazione del leader più comunista del pianeta in un’icona pop soggetta alle ferree leggi del mercato. Bertinotti, dopo varie vicissitudini legali, ha messo le opere all’asta e, il prossimo 2 luglio, a Milano, potrebbe ricavarne 20-30mila euro. “E noi qui a lamentarci che il caffè è aumentato”, sospira il Piddino. Magari aumenterà ancora: se gli iraniani chiudono Hormuz, i carburanti schizzeranno e tutti i prezzi, a catena, continueranno a salire… Chi di voi, qui al bar, alla bisogna, ha un Rolex o un Warhol da vendersi all’asta?

Il Barista, 21 giugno 2025

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