Il corteo della Fiom finisce a botte: fiamme e trattori contro la polizia

A Genova la protesta per l'ex Ilva. Uova contro la polizia che risponde coi fumogeni

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corteo fiom

Lo avevano annunciato, lo hanno messo in atto. A Genova i lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano sono scesi in piazza e quando hanno trovato la strada chiusa di fronte alla Prefettura hanno attaccano gli agenti, come avevano promesso ieri.

I manifestanti hanno battuto contro le ringhiere metalliche e lanciato fumogeni, petardi e uova contro le forze dell’ordine. Scontata la risposta con il lancio di lacrimogeni.

Mobilitazioni in tutta la città

La giornata del 4 dicembre 2025 ha visto Genova al centro delle proteste dei lavoratori metalmeccanici, con uno sciopero generale indetto dai sindacati per la vertenza legata all’ex Ilva. Il corteo è partito come previsto alle 9 dai giardini Melis di Cornigliano, attraversando le principali arterie della città fino a raggiungere Piazza Corvetto, vicino alla prefettura. La manifestazione ha visto la partecipazione di circa 5.000 lavoratori provenienti anche da altre realtà industriali liguri come Ansaldo Energia, Piaggio Aerospace e Fincantieri.

Tensioni davanti alla prefettura

La zona attorno a Largo Lanfranco, sede del palazzo del Governo, è stata chiusa al traffico e isolata dalle forze dell’ordine per questioni di sicurezza. Davanti alla prefettura si sono registrati momenti di forte tensione, con i manifestanti che hanno utilizzato un mezzo pesante per staccare una grata posta a protezione dell’edificio. La polizia ha risposto sparando alcuni lacrimogeni. Alcuni pneumatici sono stati incendiati sul posto, mentre venivano lanciati fumogeni e uova contro gli alari delle forze dell’ordine.

Le ragioni della protesta

La protesta si incentra sul cambiamento del piano industriale per l’ex Ilva, ritenuto dai sindacati una modifica unilaterale e inaccettabile. Il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma, ha dichiarato: “Stiamo scioperando per la dignità del lavoro. Il governo aveva presentato un piano condiviso con tre impianti DRI e quattro forni elettrici, di cui uno a Genova, che garantiva decarbonizzazione e occupazione. Ora ha cambiato tutto e fermato gli impianti”. Tra le richieste dei lavoratori c’è il ripristino del piano originario e un impegno concreto dello Stato per la continuità produttiva.

La posizione della sindaca di Genova

La sindaca di Genova, Silvia Salis, era presente al corteo, mostrando il proprio sostegno ai lavoratori. “Cosa succederà ai nostri lavoratori ex Ilva? Se non c’è un piano concreto, rischiamo di perdere un altro importante pezzo della nostra industria nazionale,” ha dichiarato. Salis ha anche chiesto allo Stato di subentrare nella gestione degli impianti nel caso in cui la gara per il futuro della fabbrica andasse deserta. “Non si può aspettare che il sistema collassi,” ha sottolineato.

Bloccate le principali vie di collegamento

Le proteste hanno causato significativi disagi alla viabilità cittadina. Via Cornigliano e altre strade principali, come via Siffredi e la Guido Rossa, sono state chiuse in entrambe le direzioni. Inoltre, il corteo ha brevemente occupato l’aeroporto Cristoforo Colombo attorno alle 10.45, causando interruzioni nei collegamenti con il terminal. A metà giornata, i manifestanti si sono poi spostati verso l’autostrada A10, causando ulteriori blocchi e traffico congestionato per diverse ore.

Rassicurazioni del governo e incertezze

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha parlato alla Camera il giorno prima, affermando che non ci sono piani di chiusura per l’ex Ilva e promettendo interventi di manutenzione straordinaria per garantire la produzione fino a marzo. Tuttavia, queste dichiarazioni non hanno placato le proteste. I sindacati continuano a chiedere un tavolo di confronto a Palazzo Chigi per chiarire il futuro degli stabilimenti di Genova, Taranto e Novi Ligure, temendo conseguenze drammatiche per i lavoratori e la filiera dell’acciaio.

Un’altra giornata di mobilitazione

Le tensioni si inseriscono in una settimana di proteste che ha coinvolto anche gli stabilimenti di Taranto, Novi Ligure e Racconigi. Oltre Genova, i lavoratori ex Ilva e quelli di altre fabbriche hanno organizzato cortei e picchetti. A Taranto, il presidio presso gli impianti siderurgici, durato giorni e scandito da condizioni meteo difficili, è stato sospeso al mattino. La mobilitazione proseguirà con nuovi incontri a Roma, dove lavoratori e sindacati cercheranno risposte concrete per garantire la continuità lavorativa e produttiva.

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