Circola un video geniale dove un tipo allampanato si mette in posizione a fianco alla metropolitana e quando la metro parte di gran carriera lui le dà la spinta, esaltandosi per l’impresa compiuta. Dice una scritta: “Il contributo della Flotilla alla pace a Gaza”. Ogni volta che lo guardo, e lo rivedo sempre quando mi sento triste, mi tornano in mente i tipi allampanati di sinistra che dicono: ma quale Trump, se non era per le piazze italiane… E fin qui tutto bene, ma il compagno Landini in piena fase estremistica non resiste e, dopo aver lanciato per l’ennesima volta la metro delle “piatcche itchaliane”, dei “tchittadini che sono ssesi in piazza”, va oltre, definisce la Meloni “cortigiana di Trump” facendo agghiacciare il compare Floris che subito gli corre in soccorso, gli dà il destro per correggere: “Cortigiana in senso di stare sulla scia di Trump senza incidere”.
Il compagno direttore d’orchestra del fancazzismo scioperaio da weekend, un po’ spiazzato, conferma, ma si vede che non è tanto convinto. Eh, no, poche palle, cortigiana non vuol dire andare in scia, vuole dire la puttana del re. Vuol dire Taide, che né il compagno Landini né il compar Floris probabilmente sanno chi è ma, senza scomodare Terenzio, ce lo ricorda il sommo padre Dante: Taïde è, la puttana che rispuose/al drudo suo quando disse “Ho io grazie/ grandi appo te?”: “Anzi maravigliose! Se la letteratura storica ha un senso appo Landini, che ha grazie grandi anzi maravigiose appo Schlein, ma pure appo il banchiere padronale Draghi, sottobraccio al quale sfilava in mascherina pregandolo di intensificare la repressione sanitaria. Ricordate? E come lo chiamiamo questo? Cortigianeria? Servilismo? O corrispondenza d’amorosi sensi? Ed io lo so che già fremete, la mia chiosa voi volete, la solita: eh, la sinistra col sessismo può andarci pesante, l’avesse fatto la destra, apriti cielo, ma la sinistra lei può, non è sessismo, è legittima critica di una fascista, l’ha detto anche quel sessista di Trump in funzione agente letterario, “Come sei bella Giorgia, comprate il suo libro”.
Donald porco maschilista patriarcale, Mau avamposto della libertà che, disarticolato dalla pace palestinese, la maldigerisce però la esalta però la definisce una trappola però la intesta alle “piatche, ai tchittadini”, mica a quella geisha yankee di Meloni. È chiaro? E insomma anche il compagno Mau spinge la sua personalissima metropolitana e se ne gasa e si prepara, con le falangi dei suoi pensionati a soluzione 2%, a paralizzare un’altra volta il Paese al modico costo di 1 miliardo secco. Tanto mica pagano loro. Proclama Landini: “Il 25 ottobre tcharemo a Roma per una grande manifestchazione. È il momentcho di dare continuitchà alla mobilitchazione iniziata nelle piatche di tutta Italia”. Continuità a cosa? Mobilitazione per cosa? Siamo alla politica dell’irresponsabilità, non c’è ambito, non c’è attività che non postuli una irresponsabilità totale e a tratti delirante, come a dire: so che quello che sto facendo è assurdo, osceno, ridicolo, ma lo faccio lo stesso.
Irresponsabilità e vanità vanno di pari passo, “diventan cosa sola”: anche oggi l’abbiamo fatta grossa e nessuno ci ha chiamato a risponderne, sotto con la prossima bugia, se possibile ancora più invereconda. Irresponsabilità come stile di vita, all’insegna della leggerezza dell’essere stupidi, da piume al vento: l’unica cosa certa è che gli uomini sono dei pazzi e si drogano della loro follia, della loro irresponsabilità condivisa come via di fuga, soluzione improntata a rimozione forzata su tutto, c’è gente che gli scioperi carrieristici di Landini li difende, li esalta, dice, strangolata in fila per ore: oggi perdo il lavoro, non combino niente, non riesco a fare niente, ma è per una giusta causa. Ed è vana fatica spiegargli che la giusta causa non è quella del vagheggiato e vaneggiato popolo palestinese, i cui predoni han subito cominciato a farsi fuori a vicenda, ma quella del popolo sindacale del compagno Maurizio, a capo di un sindacato autoreferenziale che da anni ha perso il ruolo di cinghia di trasmissione col partito perché non rappresenta più altri che se stesso; allo stesso modo del partito, per cui oggi le due entità si rincorrono e si sfidano a chi è più massimalista, Landini vuol fare le scarpe a Elly che lo sa ma crede di arginarlo, di controllarlo garantendogli un futuro prossimo da politico.
Ne deriva una totale irresponsabilità che paralizza a scadenze regolari il Paese, senza che il governo abbia il coraggio di sfidare questi scioperi eversivi con la precettazione. Lo abbiamo capito, quel che resta della democrazia italica è una replica del dopoguerra catto-comunista in base al patto: io partito comunista non ti faccio davvero la rivoluzione e tu democrazia cristiana non mi metti fuori legge. Oggi alla Dc si sostituisce il moderatismo di Fratelli d’Italia che si ispira alle stesse soluzioni digerenti da tempi lunghi, da contenimento morbido come si vede su tutto, nelle piazze come in Rai dove l’informazione militante ha assunto toni provocatori insostenibili. Ora, che un boss sindacale definisca il capo del governo cortigiana, con tutto ciò che di allusivo ne consegue è roba che in una democrazia seria dovrebbe indurre a conseguenze, invece finisce al solito modo, nel circo delle parole inutili, dell’aria che cammina, delle polemiche social, dei lanci d’agenzia che riempiono di niente il niente dei media, nell’immancabile tarallucci e vino. Magari con la coda grottesca: Meloni, concubina di Trump, riferisca in Parlamento.
Max Del Papa, 16 ottobre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


