
Molti non ci crederanno ma ancora oggi, a quasi 6 anni dall’arrivo in Italia del Covid-19, una buona parte dell’informazione continua ad occuparsene con l’atteggiamento allarmistico di allora. In tal senso spicca un articolo del Corriere della Sera, firmato da Laura Luppini, che ci riporta indietro nel tempo. “L’ultimo report del Ministero della Salute parla di 305 contagi e 2 morti dal 19 al 25 giugno. Covid è ancora tra noi, anche se non se ne parla quasi più”, inizia il pezzo facendo subito salire il preoccupometro di chi è afflitto da paranoia post pandemia.
Dopodiché la giornalista interpella nientepopodimeno che Fabrizio Pregliasco, il più irriducibile virologo della paura e che ancora oggi riesce a trovare qualcosa per ricordarci che dobbiamo morire. “L’andamento dei contagi – afferma perentorio Pregliasco- non è legato alla stagionalità, bensì alla comparsa di nuove varianti, che impiegano circa sei mesi a raggiungere la massima diffusione”. E per questo, secondo il medico milanese, non bisognerebbe abbassare la guardia, così come dimostrano le sue a dir poco eccessive indicazioni che vale la pena riportare integralmente tanto esse appaiono lontane dalla realtà di un virus che non ha mai rappresentato un problema per le persone in buona salute, anche nelle sue forme più aggressive: “Una delle caratteristiche di Sars-CoV-2 è l’estrema variabilità del virus stesso e della sintomatologia che provoca. Inoltre sappiamo che l’infezione produce una risposta immunitaria che è temporanea e non dura tutta la vita, contrariamente per esempio a quanto accade con il morbillo. Le varianti in circolazione oggi sono più benevole rispetto a quelle ancestrali, ma l’impatto sui sistemi sanitari non va sottovalutato. Peraltro i numeri ufficiali ci mostrano solo la punta dell’iceberg, dato che si fanno pochissimi tamponi. Ci sono ancora ricoveri per Covid e nel 70% dei casi l’infezione da Sars-CoV-2 è la causa primaria. Le forme gravi riguardano soprattutto gli anziani e i fragili: queste categorie dovrebbero fare il tampone quando si ammalano, dato che esiste un antivirale efficace (nirmatrelvir+ritonavir), e vaccinarsi appena partirà la campagna. Nell’ultima stagione, solo l’8% degli ultra 65enni ha ricevuto il vaccino anti Covid. La vaccinazione dovrebbe essere offerta a tutta la popolazione e fortemente raccomandata ai soggetti più fragili. Per i soggetti sani che si ammalano sono sufficienti farmaci da banco e antinfiammatori.”
Quindi, per sintetizzare, la ricetta di Pregliasco per salvaguardare la popolazione dal Covid è la stessa di sempre: tamponi a go go, vaccinazione erga omnes e, per i più fragili, imbottirsi di antivirali ( che per la cronaca non sono una passeggiata di salute) all’occorrenza. Eppure abbiamo scovato una stupefacente dichiarazione dello stesso Pregliasco, espressa in una intervista rilasciata il 2 marzo del 2020, all’inizio della follia virale, in cui egli usa un linguaggio piuttosto rassicurante: “La malattia provocata dal nuovo coronavirus, rispetto ad altre, è banale e non è contagiosissima, come possono esserlo, ad esempio, il morbillo o la varicella, ma è piuttosto comparabile all’influenza. La ragione per cui le istituzioni hanno adottato dei provvedimenti di sanità pubblica è che si tratta di un virus nuovo, per cui nessuno di noi ha gli anticorpi. Quindi lo scenario è quello della spagnola del 1918. La malattia non è grave ed è poco contagiosa, ma se si lasciassero le cose come sono, senza prendere provvedimenti, ci ritroveremmo in una situazione in cui in 6/8 settimane il 35-40% della popolazione sarebbe contagiato.”
Come vediamo, la sicumera è la stessa sebbene i presupposti sulla gravità del virus siano ben diversi. Ora, in conclusione, io credo che il problema non siano i medici che si sono da tempo specializzati nel trasmettere allarme a mezzo stampa, ottenendo a suo tempo parecchi benefici economici e professionali. Il problema riguarda chi li continua ad interpellare su una questione, una malattia quasi estinta, che per questo non sembra interessare più nessuno.
Claudio Romiti, 30 giugno 2025
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