Salutiamo con grande soddisfazione l’approvazione definitiva del Decreto Sicurezza al Senato. Un provvedimento frutto anche di un continuo confronto fra il governo ed il Sindacato, che recepisce molte istanze formulate da chi, come noi, rappresenta la voce di migliaia di donne e uomini in divisa. Ciò ha un grande valore ancor di più in un momento storico in cui essi subiscono una sempre crescente pressione a causa della mole di servizi da espletare e delle difficoltà da affrontare, compresi i continui e insopportabili rischi di finire continuamente messi alla gogna, delegittimati e criminalizzati, nonché la triste realtà di continuare a subire danni a volte gravissimi a causa dell’espletamento del proprio dovere.
Dall’aumento delle pene per chi aggredisce gli agenti – aggiunge Mazzetti -, passando per la possibilità di utilizzare le bodycam, e via via per altre previsioni, fino al fondamentale aumento delle spese legali a favore degli operatori, con il Dl si dimostra la dovuta considerazione ai Servitori dello Stato che, per svolgere il proprio lavoro, pagano un prezzo altissimo in termini di sacrifici e spesso di conseguenze. Proprio per questo, adesso, il prossimo passo deve essere quello di prevedere un fondo che assicuri loro il dovuto ristoro nel caso in cui restino vittima di danni ingiusti in servizio e chi è condannato a risarcirli sia insolvente. Un argomento particolarmente sentito dal popolo in divisa, rispetto al quale non a caso Fsp ha predisposto una precisa proposta.
Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato
Cosa prevede il Dl Sicurezza
Il 4 giugno 2025, il Senato ha approvato definitivamente il decreto Sicurezza, rendendolo legge. La normativa, fortemente voluta dal governo, introduce 14 nuovi reati, 9 aggravanti e una serie di modifiche in diversi ambiti, tra cui ordine pubblico, dissenso civile, cannabis light e occupazioni abusive. Il provvedimento è stato approvato con 109 voti favorevoli, 69 contrari e un’astensione.
Durante la discussione parlamentare, una protesta simbolica delle opposizioni ha segnato i lavori in Aula. Alcuni esponenti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra si sono seduti a terra, esponendo cartelli e gridando slogan contro la stretta sulle libertà civili. Nonostante ciò, il testo è passato senza modifiche.
La stretta sulla cannabis light
Tra i provvedimenti, l’articolo 18 introduce un divieto assoluto per la cannabis light, la canapa a basso contenuto di sostanze psicotrope. La norma vieta l’importazione, la trasformazione, la vendita e la distribuzione di infiorescenze di canapa, trattandole alla stregua delle sostanze stupefacenti. Questo colpisce anche i prodotti a base di CBD, privi di effetti psicotropi.
Le sanzioni previste per chi viola questa disposizione vanno da 2 a 6 anni di reclusione e multe tra i 5.164 e i 77.468 euro. In caso di attenuanti, è prevista una riduzione della pena. Il divieto ha suscitato preoccupazioni nel settore, che impiega 11mila lavoratori in Italia dal 2016, paventando il rischio di un crollo dell’intera filiera.
Nuovi reati e aggravanti
Il decreto introduce nuove fattispecie di reato e aggravanti nei confronti di chi partecipa a manifestazioni non autorizzate o blocchi stradali. Chi blocca strade o ferrovie, anche senza atti violenti, rischia pene fino a due anni. Anche le proteste simboliche, come i sit-in, rientrano ora nell’ambito delle condotte penalmente perseguibili.
Un aggravante specifico è previsto per le azioni contro grandi opere pubbliche, come il Ponte sullo Stretto. Inoltre, vengono introdotte pene più severe per chi organizza o partecipa a rivolte in carceri o centri per migranti. In questi casi, le condanne possono arrivare a 18 anni nei casi più gravi.
Sgomberi immediati per le occupazioni abusive
Con il decreto Sicurezza, l’occupazione abusiva di immobili è ora considerata punibile penalmente. Chi occupa arbitrariamente un immobile destinato a domicilio rischia da 2 a 7 anni di carcere. La normativa consente, inoltre, alla polizia giudiziaria di sgomberare immediatamente gli immobili, senza dover attendere un mandato del giudice.
Questa misura ha sollevato critiche da associazioni per il diritto all’abitare, che evidenziano il rischio di colpire famiglie in situazioni di fragilità, senza offrire alternative abitative.
Misure per le forze dell’ordine
Il decreto assegna maggiori risorse e tutele agli agenti di polizia. Tra le novità, la possibilità di coprire fino a 10mila euro di spese legali per agenti indagati per fatti legati al servizio. È stato anche incentivato l’utilizzo di bodycam durante servizi di ordine pubblico.
Inoltre, sono previste pene più dure per chi si macchia di violenza, resistenza o lesioni a pubblico ufficiale. Gli agenti possono portare una seconda arma personale fuori servizio, mentre resta invariato il dibattito sull’introduzione di codici identificativi, richiesti dalle associazioni per i diritti civili.
Pene inasprite per truffe agli anziani
Una delle poche misure accolte positivamente anche dalle opposizioni riguarda l’aggravamento delle pene per le truffe agli anziani. Le condanne possono ora arrivare fino a 6 anni di reclusione e multe fino a 3.000 euro. La norma è stata pensata per tutelare una delle categorie più vulnerabili della società.
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Immagine generata da AI tramite ChatGPT


