
L’istinto dell’estinto è dar segni di vita anche se è defunto e così abbiamo questi della Rifondazione Comunista, nientemeno, di Bari, addirittura, che se la prendono con noialtri per far finta di essere vivi. Ma, come diceva Oscar Wilde, che se ne intendeva, parlate anche male di me ma parlatene e allora li usiamo, questi moscerini della cronaca, non si dica della storia, come ufficio stampa seppure non cercato, seppure non voluto, seppure dai toni secondo tradizione allucinati, sul demenziale delirante:
“COMUNICATO STAMPA L’11 e il 12 luglio Bari sarà ‘invasa’ da esponenti del complesso politico-militare italiano ed europeo, in una vera e propria passerella di guerrafondai e giornalisti dell’odio – tra cui Porro e Cruciani – accompagnati da imprenditori, amministratori pubblici e dirigenti di aziende private. Lo scopo dichiarato è ‘informarci’ sulle presunte nobili azioni del governo Meloni. Un governo di destra razzista e militarista, che continua a soffiare sul fuoco dei conflitti e della repressione sociale. Tra i partecipanti spicca il ministro della Difesa Crosetto: un produttore di armi prestato alla politica, che non perde occasione per applaudire all’aumento delle spese militari imposto da NATO e Unione Europea. Si parla di un +5% nel bilancio statale per gli armamenti: un obiettivo dettato dagli interessi dell’industria bellica e dagli ordini del presidente USA, Trump. Noi diciamo no a questa propaganda di guerra. E chiediamo che, in coerenza con le delibere comunali a favore della Palestina e della pace, il Sindaco di Bari non partecipi a questa kermesse militarista. Gigi Liantonio Segretario provinciale Partito della Rifondazione Comunista – Bari #Bari #NoAllaGuerra #FuoriLaGuerraDalleNostreCittà #Pace #StopSpeseMilitari #RifondazioneComunista #PalestinaLibera #GovernoMeloni #Crosetto #NATO #NoNATO #Porro #Cruciani #Trump”.
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Beccatevelo tutto, sto distillato di pazzia paleocomunista, senza coloranti né conservanti. Loro, capito? Loro dicono no alla propaganda di guerra veicolata dalla Ripartenza. Da Porro e Cruciani profeti dell’odio. Meno male che per l’amore ci stanno questi. Non chiamate manco gl’infermieri, sarebbero impotenti pure loro. Bella la loro pace antimilitarista, fatta dei missili iraniani, di quelli russi che da tre anni radono al suolo con intensità crescente l’Ucraina. Se questi poveretti capissero con chi hanno a che fare, troverebbero che, per esempio, chi scrive queste righe ha avuto modo proprio sulla testata connessa alla Ripartenza di scrivere le millanta volte le sue obiezioni su Israele, sul trattamento riservato a Gaza, sul liberismo di stampo americano eccetera.
Ma gli sciocchi sono spesso in malafede e non è il caso di degnarli di confronto: stanno solo cercando di spacciarsi per vivi, con tanto di manifestazione antagonista “contro il sionismo per sostenere la campagna boicottaggio disinvestimento sanzioni bla bla bla”. Come no, tutti sionisti qui al Petruzzelli. Non ci vedi? Quell’altro, il Crosetto mercante d’armi (di D’Alema, questi sanno niente?). E va beh, so’ vecchi ragazzi, so’ della rifondazione comunista, una rifondazione contro la Ripartenza. Si arriva al grottesco definendo Porro burattinaio della fiera dell’orrore che provvede a pulizia etnica a Gaza. Porro comanda più di Bibi, più dei galantuomini di Hamas. Il solito gran casino di nessuna idea ma di molta confusione tipica degli ossessi in bisogno di assoluto, che spaccano con l’accetta il mondo, le sue sfaccettature, le sue implicazioni, le sue contraddizioni insanabili e inestricabili.
- Che di diverso dal bisogno di capire, di spiegare, se necessario uccidendo, sterminando che ancora ricordiamo dei peggiori anni della nostra vita, quelli del piombo e del fuoco? Non manca, nella propaganda rifondarola e antagonista, il debito avvertimento al sindaco di Bari: se intervieni alla kermesse della guerra, alla “Fiera del genocidio”, farai i conti con noi. Ma che facciamo? Passiamo a querelarli per le loro fissazioni visionarie? Ancora quel bisogno di risalire dai fatti minimi, specifici, alle grandi cose e grandi tragedie del mondo, quel bisogno facile, inconsistente, ma rassicurante, di considerare una testata senza editori, o meglio di cui l’editore è il direttore, come una spektre in funzione del sionismo, dell’occidentalismo belligerante, fino al coinvolgimento nella Striscia di Gaza “lager a cielo aperto”. La progenie dei mattoidi, dei lunatici si riproduce immutabile nei frasari e nei deliri, nell’intolleranza come negli interessi inconfessabili: perché Ilaria Salis sì e io no?
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Pensare che la Ripartenza sia strumento della situazione in Medio Oriente, che dietro Porro ci sia Trump (o viceversa) si commenta da solo, poi facessero le contromanifestazioni che vogliono, ammesso che se la sentano, fa caldo, Antò, ma questa paranoia autoindotta, questa pantomina ricorrente della lotta più o meno armata come patetica, disperata affermazione di una generazione, di continue generazioni di perdenti, di dissociati, di incapaci di accettare e di assorbire le incognite e i rischi del mutamento perenne, dei salti in avanti della tecnologia, questa farsa circolare dei non riusciti che considerano la sovversione come rifiuto di misurarsi, unica politica sovversiva, di stampo vittimistico e narcisistico, francamente ha rotto i coglioni; ed è fatica vana invitarne qualcuno a constatare coi propri occhi la consistenza del pubblico e dei dibattiti al Petruzzelli.
Nove edizioni, cinque anni che si tiene la Ripartenza, e questi di botto scoprono che è il braccio armato della Nato, affidato a una testata indipendente, sempre sotto attacco, in un teatro pieno di gente, normale, comune, innocua, civile gente come questi non sanno essere.
Max Del Papa, 10 luglio 2025
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