Il diavolo si annida nelle Università

Dal marxismo al wokismo, così l'ideologia ha trovato casa nei campus e fa lezione di morale (a tutti gli altri)

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Università

Quando per i “maestri” tedeschi della c.d. Scuola di Francoforte l’aria si fece pesante perché l’appena eletto Hitler non faceva mistero di quel che pensava di ebrei e comunisti, di corsa e volentieri accettarono l’invito delle università americane, le quali misero subito a loro disposizione cattedre e danari. Naturalmente, detti professoroni si portarono dietro le loro idee, che da quei prestigiosi pulpiti cominciarono a diffondere. E, dopo la guerra, esse sciamarono per tutto l’impero americano; l’allora Urss, tramite i suoi partiti comunisti all’estero, le foraggiò alla grande. Crollata l’Urss, dal momento che erano ormai americane, rimasero. Anche se con nuovo nome.

E l’antica impronta giacobina (di cui il comunismo è figlio) la si vede ancora oggi nella ferocia con cui gli eredi (woke, cancel, affirmative action, e via sbrodolando) sfasciano tutto se non li si accontenta. Cioè, se non comandano loro, stabilendo chi è ammesso e chi no, cosa si deve dire e cosa no, per chi si deve votare eccetera. Più, il linciaggio civile contro chi non porta la loro coccarda e la cocciutaggine con cui pretendono di penetrare nelle scuole e pure negli asili infantili perché le future generazioni siano a loro immagine e somiglianza. Un Trump, un Orban, una (un po’ meno) Meloni li contrastano? E allora rieccoli, con l’insistenza di quelle mosche che, più le cacci, e più tornano per altre vie. Continuamente, incessantemente.

L’incredibile astuzia con cui si infilano nelle più minute pieghe del sistema giuridico delle democrazie di massa (invenzione dei loro avi francesi) ricorda, a noi cattolici preconciliari, l’avvertimento di Gesù circa i “figli di questo mondo” che sono molto “più scaltri” (Lc, 16, 8) di quelli della luce. La sagacia di un don Bosco o quella di una santa Cabrini (le cui abilità nel redigere contratti erano leggendarie) sono merce rarissima, troppo rara, tra i cattolici. I quali dovrebbero poter contare sui suggerimenti dell’angelo custode o dello Spirito Santo, se solo li seguissero. Ma per questo ci vuole, ahimè, esercizio. E chi lo insegni. Però non ce ne vuole alcuno per soggiacere alle tentazioni, visto che il Principe di Questo Mondo non ha certo bisogno di essere invocato per agire. Lui, com’è noto (almeno, ai credenti preconciliari) è un ex Cherubino, facente cioè parte della schiera angelica più alta. Caduto per orgoglio, d’orgoglio si nutre. E chi più intellettualmente orgoglioso di un cattedratico di università di mondiale prestigio?

L’umiltà intellettuale non ha niente a che vedere con l’aspetto e il comportamento, che possono essere dimessi o anche simpatici e alla mano. Poiché il nostro Maestro ci ha insegnato a giudicare dai “frutti”, eccoli, i frutti: aborto e eutanasia spacciati per misure ragionevoli e finanche umanitarie (“mendax et homicida ab initio”: e -risate- si lamentano per la denatalità), corruzione morale ormai anche a livello della plebe, attacco alla famiglia (già culla della vita e della moralità; e, perché no, del risparmio) e promozione (coi soldi altrui: “scaltri”, appunto) di tutto ciò che è pessimo. Infine, essendo il diavolo il miglior teologo di tutti (è un ex Cherubino, ricordiamolo), con le teste dei teologi cattedratici ci gioca a pallone come e quando vuole. A cominciare da quel colpo da maestro che fu l’abolizione della preghiera a san Michele Arcangelo, suo diretto nemico, alla fine di ogni messa. Dice, appunto, san Paolo che il nostro combattimento non è “contro la carne e il sangue” ma contro “gli spiriti del male” (Ef. 6, 12). Satana è, infatti, etimologicamente, “colui che divide” e l’”accusatore”. Instancabile. Vi ricorda qualcosa e qualcuno? E allora, che fare? I preconciliari hanno il rosario come arma a difesa, ma gli altri?

Rino Cammilleri, 4 novembre 2025

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