Il dramma di Travaglio & co: trovare un altro Berlusconi da odiare

Il direttore del Fatto quotidiano ha demonizzato per trent’anni il Cavaliere. Chissà chi finirà adesso nel mirino

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Pur avendo votato in passato il suo partito, dando credito alla promessa rivoluzione liberale – quasi impossibile nella società italiana -, non sono mai stato un accanito sostenitore di Silvio Berlusconi, di cui ho comunque sempre apprezzato il suo innegabile fiuto politico e la sua capacità di entrare in sintonia con buona parte dei cittadini italiani.

Tutte qualità che i suoi antichi detrattori, su tutti Marco Travaglio, non hanno mai voluto riconoscergli. Quest’ultimo in particolare, orfano inconsolabile di un antiberlusconismo viscerale sul quale ha costruito la sua fortuna, è stato capace di esprimere nel salotto televisivo di Lilli Gruber un condensato di velenosità post-mortem, se così vogliamo dire, da far impallidire un serpente a sonagli. In estrema sintesi, per il direttore del Fatto Quotidiano il Cavaliere per antonomasia avrebbe incarnato le peggiori attitudini presenti nella cultura del Paese, attraendo sostanzialmente la componente più corrotta o corruttibile della popolazione.

In pratica per dirla con una frase, secondo Travaglio Berlusconi ha rappresentato il male assoluto. Tutto questo, come ha giustamente colto Alessandro Sallusti durante la citata trasmissione, veicola qualcosa che va ben al di là di una semplice avversione politica per un personaggio che ha fatto guadagnare molti soldini a tanti odiatori di professione come è per l’appunto Travaglio. In realtà, come si è ben capito dal risolino nervoso di quest’ultimo quando Sallusti lo ha definito “vedovo inconsolabile”, la scomparsa dell’uomo di Arcore rappresenta quasi una tragedia per chi aveva trovato un “cattivone” buono per tutte le stagioni su cui raccogliere i frustati e gli invidiosi di questo disgraziato Paese.

Ed ora, dopo circa trent’anni di continua demonizzazione, la quale molto ha contribuito a pompare consensi tra gli scappati di casa a 5 stelle, la nutrita schiera dei citati odiatori alla Travaglio si dovrà rassegnare: ritrovare un altra gallina dalle uova d’oro come è stato per loro Berlusconi sarà praticamente impossibile.

Si dovranno accontentare di personaggi assai meno interessanti – data l’assoluta unicità del leader di Forza Italia – sui cui basare le loro impresentabili campagne di odio personale.

Claudio Romiti, 14 giugno 2023

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