Il Fisco in sacrestia. Giorgetti: “Offerte in chiesa con il Pos”

L'intervento del ministro in audizione alla Commissione per il federalismo fiscale: sul tavolo anche un nuovo ente per riscuotere le tasse

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Le offerte con il Pos in parrocchia. Questo l’auspicio espresso dal ministro Giancarlo Giorgetti all’evento Nexi sui servizi al terzo settore. Il titolare dell’Economia ha infatti caldeggiato la possibilità di fare offerte anche in chiesa utilizzando pagamenti digitali. L’esponente della Lega o ha ricordato che all’estero normalmente le offerte in Chiesa si possono fare con il Pos, “invece in Italia, questo non è molto d’uso”, precisando: Mi hanno spiegato che la parrocchia deve essere iscritta al terzo settore. E quindi questo è un segnale che mandiamo alla Cei, visto che ogni tanto ci tirano dei pizzicotti, di intensificare questo tipo di presenza”. “Speriamo che il progetto abbia successo anche nelle parrocchie” ha aggiunto Giorgetti, mandando un “saluto il Cardinale Zuppi con amicizia”.

Ma non è tutto. Le offerte alla chiesa con il bancomat non sono l’unico tema di giornata per il ministro, intervenuto in audizione in commissione Federalismo Fiscale. “Il completamento del percorso di attuazione del federalismo fiscale si configura oggi come un obiettivo particolarmente complesso. Questo non solo per la natura stessa del processo che coinvolge vari livelli di governo, ma soprattutto perché si inserisce in un contesto profondamente mutato rispetto a quello originario” l’analisi di Giorgetti: “Il quadro economico, sociale e istituzionale attuale è infatti segnato da sfide e dinamiche molto diverse dal passato, che richiedono un approccio flessibile, capace di rispondere tempestivamente alle esigenze del Paese”.

Nel corso dell’audizione, il titolare del Tesoro ha poi proposto l’istituzione di un nuovo ente dedicato alla riscossione dei tributi locali, evidenziando la necessità di migliorare l’efficienza della riscossione da parte degli enti locali. Secondo Giorgetti, la gestione attuale presenta una frammentazione elevata dei carichi e importi da recuperare generalmente modesti, fattori che complicano l’organizzazione delle attività di recupero. In questo contesto, ha suggerito di valutare la creazione di un nuovo organismo specializzato, che opererebbe accanto all’Agenzia delle Entrate e si occuperebbe esclusivamente della riscossione locale.

Il nuovo ente avrebbe lo scopo di rafforzare la capacità di riscossione, anche nella sua componente coattiva, considerata strategica non solo come ultima istanza, ma anche come strumento per migliorare l’efficacia complessiva del processo. Il ministro ha citato dati dell’ANCI, secondo cui il valore complessivo dei carichi comunali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione è di circa 25 miliardi di euro, di cui circa 6 miliardi considerati esigibili. Queste risorse risultano distribuite in modo disomogeneo sul territorio nazionale, con concentrazioni più elevate in alcune regioni e città, in particolare nel Centro-Sud.

Il nuovo ente proposto si baserebbe su personale specializzato e potrebbe sfruttare le economie di scala a livello nazionale, utilizzando il patrimonio informativo già esistente presso l’Agenzia delle Entrate. Inoltre, dovrebbe integrarsi con le strutture attuali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e collaborare con soggetti come Sogei e PagoPA, con l’obiettivo di migliorare l’interoperabilità tra le banche dati e rendere più efficiente l’intero sistema. È prevista anche l’adozione di una struttura informatica avanzata, in grado di gestire e incrociare le informazioni necessarie per determinare le posizioni debitorie e monitorare l’attività degli operatori coinvolti.

Franco Lodige, 9 luglio 2025

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