Il Garante smentisce Landini: “Lo sciopero? Ecco perché illegittimo”

La Cgil rincorre i sindacati di base, la Schlein gli va dietro. Ma se volevano scioperare potevano annunciarlo dieci giorni fa. Come prevede la legge

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No, la repressione non c’entra nulla. E non c’azzecca nemmeno la “clava” evocata da Elly Schlein o il poco rispetto per i lavoratori di cui va cianciando Maurizio Landini. Lo sciopero odierno indetto dalla Cgil non è illegittimo perché il sindacato sta antipatico al governo fascista, ma banalmente perché non rispetta la legge. Che gli stessi sindacati sanno di dover rispettare.

A spiegarlo chiaramente in una intervista al Corriere è il Garante per gli scioperi, che smonta pezzo per pezzo la propaganda landiana. Quello odierno “non è uno sciopero qualsiasi, ha un grande impatto emotivo e va trattato con delicatezza”, spiega Paola Bellocchi, la presidente del Garante che con gli altri membri della Commissione ha detto no alla mobilitazione in favore della Flotilla. Partiamo da un principio: il motivo per cui è stato dichiarato illegittimo è che è stato “proclamato senza il necessario preavviso dei 10 giorni”. Facile facile. Se Landini voleva mobilitarsi per Gaza o per la Flotilla oggi, avrebbe potuto mandare comunicazione dieci giorni fa come peraltro fatto da un’altra sigla sindacale (S.i.Cobas), a cui infatti non è stato negato.

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Ed è inutile, oltre che sciocco, che Landini cerchi di richiamare il comma 7 dell’articolo 2 che prevede scioperi senza preavviso «nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori». Intanto perché con la sicurezza dei lavoratori uno sciopero per Gaza non c’entra un fico secco (“La Flotilla è una missione internazionale e qui siamo fuori dal rapporto di lavoro: un conto sono i lavoratori che escono di casa e non rientrano, i morti sul lavoro sono una tragedia, un altro è navigare verso una zona di guerra e assumersi un rischio“, spiega Bellocchi). E poi perché non c’è nessun ordine costituzionale da difendere, visto e considerato che il garante della Costituzione, ossia Sergio Mattarella, aveva chiesto alla Flotilla di fare dietrofront. “Con quel comma – spiega il Garante – il legislatore ha previsto i due casi di eccezionalità per i quali non servono né il preavviso né indicazioni sulla durata, altrimenti lo sciopero diventerebbe inutile e richiedono invece una reazione e immediata”. E ancora: “Il comma 7 parla di difesa dell’ordine costituzionale. Qui non sono in discussione la solidarietà verso Gaza, né le sofferenze dei civili palestinesi che però non rappresentano le fattispecie previste dal legislatore che possono essere ad esempio, un colpo di Stato, una strage terroristica: è necessaria una interpretazione restrittiva della legge, altrimenti non si governa più”.

Insomma: il Garante non mette in dubbio il diritto di scioperare, anche per solidarietà a questa o a quella Flotilla, ma il punto è: perché senza preavviso? La verità è che Landini corre dietro ai sindacati di base, che gli stanno scippando la mobilitazione. E sa benissimo che, essendoci già uno sciopero generale legittimo proclamato dai S.i.Cobas, i lavoratori che aderiscono non rischieranno sanzioni. Diverso il caso dei sindacati che l’hanno proclamato illegittimamente, per cui “è previsto un procedimento di valutazione del comportamento che può portare a sanzioni pecuniarie collettive”.

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