Più scorre il grottesco di Garlasco e più ci si chiede se ci sia qualcuno sano lì dentro, ci si domanda se a dire tutto e il contrario di tutto siano i protagonisti, i magistrati, gli investigatori o semplicemente i giornalisti della cronaca gossippara.
Prendi Repubblica, che del surrealismo ha fatto la sua missione si direbbe perinde ac cadaver: titolo di ieri, alla viglia dei clamorosi interrogatori: “Delitto di Garlasco, ora Marco Poggi dubita di Andrea Sempio”. Passano 24 ore e Repubblica spara una nuova folgorazione: “Ascoltato Marco Poggi: ‘Convinto dell’estraneità di Andrea’”. Prosit!
Sarebbe bello sapere come Marco Poggi abbia maturato la sua illuminazione posto che: gli interrogatori erano rigorosamente compartimentati, in modo da non lasciar trapelare spifferi; Andrea Sempio non si è presentato, dunque non è stato sentito, non ha dichiarato un bel niente, come lui i suoi legali.
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Che fanno, si telefonano all’uscita? Roba da far rabbrividire, se non chi legge senza dubbio chi la giudiziaria la pratica, la praticava. E non basta ancora, Repubblica, scatenata, infierisce, particolarmente su se stessa: “Impronta di Andrea Sempio trovata nel sangue di Chiara Poggi. È stata ignorata per 18 anni”. Si sarà asciugata, a quest’ora. Nel sangue? Forse volevano dire la mano stampata sul muro, con tracce ematiche, ma qui siamo al surrealismo che si mescola al dada compromesso col futurismo. Roba che manco Bombolo coi Monty Python.
Max del Papa, 20 Maggio 2025
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