
Il 20 giugno 2025, si è svolto a Ginevra un incontro tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e i rappresentanti di Germania, Francia, Gran Bretagna e dell’Unione Europea. Il vertice ha cercato di prevenire un’escalation del conflitto in corso tra Israele e Iran. Gli europei hanno proposto “un’offerta di negoziato completa, diplomatica e tecnica”, come ribadito dal presidente francese Emmanuel Macron. La priorità è fermare il conflitto e convincere Teheran a permettere un controllo più stringente sul suo programma nucleare e missilistico.
Abbas Araghchi, capo della diplomazia iraniana, ha chiaramente escluso la possibilità di avviare negoziati con gli Stati Uniti fino al termine degli attacchi israeliani contro obiettivi iraniani. Lo stesso ministro, in apertura dei colloqui, ha dichiarato: “I colloqui sono e devono rimanere seri e rispettosi”. Nonostante questo, l’Iran appare ferreo nella sua posizione riguardo l’ingerenza americana nella crisi attuale.
Diplomazia europea e fratture politiche a Washington
Prima del vertice di Ginevra, il ministro degli esteri britannico, David Lammy, ha tenuto colloqui a Washington con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, e con l’Inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff. Gli Stati Uniti, pur avendo mobilitato le loro forze nella regione, sono al centro di un acceso dibattito interno: la destra MAGA si oppone a nuovi interventi militari all’estero. Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha rimandato la decisione su un eventuale attacco all’Iran per i prossimi quindici giorni.
La dichiarazione di Kaja Kallas e lo scontro con Araghchi
Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, ha partecipato ai colloqui di Ginevra sottolineando che “i colloqui devono restare aperti”. Tuttavia, un momento di tensione si è verificato quando Araghchi si è rifiutato di stringerle la mano. Scrive il Corriere della Sera che “il ministro ha portato la mano al cuore e lo stesso ha fatto la rappresentante dell’Unione europea. Secondo un’interpretazione del Corano, uomini e donne non possono toccarsi se non vi sia legame coniugale o di famiglia”. Il che, ovviamente, non farà sbraitare le femministe nostrane (guarda tu il caso).
Nello stesso giorno del vertice, Abbas Araghchi è intervenuto al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, evidenziando la necessità di un dialogo basato sul rispetto. L’ambasciatore israeliano presso l’ONU, Daniel Meron, ha rilasciato dichiarazioni poco prima, sottolineando l’intenzione di Israele di impedire lo sviluppo nucleare dell’Iran, con o senza il supporto statunitense.
La posizione della Russia
La Russia, attraverso il suo portavoce Dmitry Peskov, ha espresso forte preoccupazione. Ha definito “inaccettabile” ogni ipotesi di cambio di regime in Iran, avvertendo che un’azione contro la Guida suprema Ali Khamenei potrebbe scatenare una crisi globale senza precedenti.
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