Esteri

“Ho visto una donna insanguinata e senza piedi”. Il mistero dell’attentato nel Principato di Monaco

La violenta esplosione, l'ordigno chiuso in una borsa, l'oligarca ucraino coinvolgo: cosa sappiamo

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Una violenta esplosione ha scosso il Principato di Monaco nella serata di lunedì, causando tre feriti, tra cui l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev. La deflagrazione si è verificata intorno alle 21, all’interno di un edificio residenziale situato tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, vicino al confine con la Francia. Oltre a Ermolaev, rimasto gravemente ferito, sono state colpite anche sua moglie e il loro figlio di 13 anni. Quest’ultimo ha riportato ferite meno serie e non è in pericolo di vita. Le autorità monegasche e francesi stanno indagando sull’accaduto, considerando l’ipotesi di un attentato premeditato.

La dinamica dell’esplosione

Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione sarebbe stata causata da un ordigno nascosto in una borsa o in un pacco. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo sospetto mentre depositava uno zaino nell’atrio dell’edificio e si allontanava in direzione di Beausoleil, in Francia. L’ordigno conteneva bulloni e schegge, progettati per massimizzare i danni. Al momento, non è chiaro se le vittime fossero l’obiettivo mirato o casuale di questo crimine.

Le vittime e il contesto

Vadim Ermolaev è un imprenditore ucraino originario di Dnipro, noto per essere tra i più ricchi del suo Paese. È residente a Monaco dal 2020 e dirige il gruppo Alef, attivo in vari settori tra cui agroalimentare, immobiliare e produzione di materiali da costruzione. Nel passato, Ermolaev è stato al centro di controversie per presunti legami commerciali con la Crimea occupata dalla Russia, motivo per cui è stato colpito da sanzioni da parte dell’Ucraina. La moglie di Ermolaev, anch’essa gravemente ferita, e il loro figlio adolescente facevano parte del suo nucleo familiare presente al momento dell’esplosione.

Un testimone ha raccontato a Bfmtv di aver visto “una donna accasciata e coperta di sangue”. Si tratta di Silvano Ippolito, residente a Monaco in rue Révérend-Père-Louis-Frolla, presente al momento della deflagrazione. “Pensavo fosse una fuga di gas, mi sono detto: non è possibile”, ha raccontato. L’uomo sostiene di aver visto “un ragazzino a terra, coperto di sangue, con una persona che cercava di prestargli aiuto”, oltre a “una donna accasciata sulle scale del palazzo, completamente insanguinata” a cui “mancavano i piedi”.

Reazioni istituzionali

Il principe Alberto II di Monaco ha descritto l’accaduto come “un crimine efferato” e ha dichiarato che “il Principato rimarrà unito di fronte alla violenza”. Christophe Mirmand, ministro di Stato, ha confermato che si sta lavorando in collaborazione con i servizi di intelligence per identificare il responsabile e garantire la sicurezza nel Principato. Lo stesso Mirmand ha aggiunto: “È molto probabile che si tratti di un attentato”. Si tratta di un evento senza precedenti nella storia recente del Principato di Monaco.

Interventi di soccorso e indagini

Circa cinquanta vigili del fuoco, con il supporto di rinforzi francesi, sono intervenuti rapidamente sul luogo dell’esplosione. Sono stati inoltre mobilitati 84 agenti per mettere in sicurezza l’intera area. Le autorità locali hanno attivato il cosiddetto “piano rosso,” previsto in caso di eventi violenti con numerose vittime potenziali. Le indagini sull’accaduto proseguono, con un’attenzione particolare alle immagini delle telecamere di sorveglianza e al profilo delle vittime per individuare possibili motivazioni dietro l’attentato.

Un crimine che scuote il Principato

L’episodio rappresenta un duro colpo per la calma che da sempre caratterizza il Principato di Monaco. Le autorità collaborano con i servizi di sicurezza francesi per ricostruire il contesto e individuare il responsabile, ancora in fuga. La comunità locale e internazionale segue con attenzione gli sviluppi di questa vicenda, che ha portato alla luce un’inaspettata vulnerabilità in uno dei luoghi più esclusivi del mondo.

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