Il modello Sanchez non ci salverà

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Sanchez blackout (1)

Qui al bar di corrente ne consumiamo tanta, ma figuriamoci se sappiamo bene come si produce, ovvero, come converrebbe produrla. Però, da quello che abbiamo capito, un problema esiste e va risolto, in Italia e più in generale in Europa: la dipendenza da fonti energetiche esposte a turbolenze geopolitiche improvvise e devastanti. C’è chi dice: facciamo come la Spagna; riempiamoci di pannelli solari. A fare colazione da noi, però, ogni tanto viene pure l’Ingegnere. E per lui le cose non sembrano così facili: seguire il modello Sanchez, il mito di Elly Schlein. Per vari motivi.

Primo, le rinnovabili, con le attuali tecnologie, bastano solo se il nostro orizzonte è la decrescita felice. Secondo, anche nella penisola iberica hanno creato qualche problema: il blackout che lasciò al buio Spagna e Portogallo fu dovuto all’inadeguatezza delle reti nel gestire i picchi legati all’attività dei pannelli solari. Tanto che, da allora, Sanchez ha riaumentato la quota di gas nel mix energetico nazionale. Risultato: a gennaio, il suo Paese era tra i maggiori acquirenti europei, insieme a Francia e Belgio, di Gnl… russo! Terzo punto: se oggi siamo dipendenti da Paesi instabili, con la transizione ecologica rischiamo di diventare dipendenti da un Paese nemico. La Cina sta già cavalcando alla grande le nostre manie green: ci ha invaso di auto elettriche, ha cominciato – toh, sempre in Spagna – a pretendere che nelle sue gigafactory siano assunti operai cinesi. E intanto produce a manetta le componenti per generare la nostra energia pulita, tra celle fotovoltaiche e pale eoliche.

Peraltro, nelle centrali a carbone. Così noi ci sentiamo eco-friendly e Pechino accresce la sua ricchezza e il suo potere inquinando. Questo, almeno, è quello che ci ha spiegato l’Ingegnere. A proposito: in Spagna hanno sette reattori nucleari in funzione, che producono il 20% dell’energia del Paese. Quasi quasi, uno lo mettiamo anche qui al bar…

Il Barista, 20 marzo 2026

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