Il pacifista da salotto Sanchez umiliato da Trump

Al vertice Nato il premier spagnolo prova a distogliere l’attenzione dai guai giudiziari dei socialisti, ma rimedia solo una figuraccia

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Sanchez Trump (2)

Il vertice Nato dell’Aia si è concluso con un siluro diretto da Donald Trump a Pedro Sánchez. Il presidente americano non ha usato mezzi termini nei confronti del socialista idolo di Elly Schlein. Davanti alla stampa ha puntato il dito contro la Spagna, rea di voler ignorare gli impegni sulla difesa presi con l’Alleanza. “Sono l’unico Paese che non pagherà tutto”, ha detto il tycoon, “resteranno al 2 per cento. La loro economia va bene, ma potrebbe implodere se dovesse succedere qualcosa di brutto”.

Parole dure, da leader che non ama chi si defila. Trump ha ribadito di “adorare” la Spagna, ma ha subito alzato il tono: “Negozieremo un nuovo accordo commerciale con Madrid. Pagheranno il doppio. Non si può fare sempre i furbi. Alla fine dovranno pagare, è ingiusto”. Una minaccia? Forse. O forse un avvertimento serio, visto che Washington – anche stavolta – mette i soldi veri per la sicurezza di tutti. E gli alleati dovrebbero fare la loro parte. Sánchez, invece, ha pensato bene di sfilarsi dall’intesa raggiunta dagli altri 31 membri dell’Alleanza: niente 5% del Pil per la difesa, come previsto, ma un misero 2,1%.

A complicare ulteriormente le cose ci ha pensato il nuovo segretario generale della Nato, l’ex premier olandese Mark Rutte. Prima la lettera (pubblicata da Madrid) in cui si parlava di “flessibilità”, poi la doccia fredda: “Siamo d’accordo sul fatto di non essere d’accordo – ha tagliato corto Rutte – la Spagna crede di raggiungere l’obiettivo con il 2,1%. La Nato dice che dev’essere il 3,5%”. Risultato? Un pasticcio diplomatico che rompe l’unità dell’Alleanza proprio nel momento più delicato. Slovacchia e Belgio si sono accodate a Sánchez nel chiedere “eccezioni”, ma il fronte del no è apparso subito debole. E intanto si scatena il caos anche a Madrid.

Sánchez deve fare i conti con la bufera in casa e non solo per gli scandali corruzione. Il leader del Partido Popular, Alberto Núñez Feijóo, è stato perentorio: “La farsa è finita. Sánchez ha firmato il 5%”. Una bordata che arriva dopo giorni di accuse e sospetti. Ma a infierire è anche la sinistra radicale. In aula, Ione Belarra (Podemos) ha urlato il suo sdegno contro la prima vicepresidente Montero: “Bugie su bugie. Questo è il più grande tradimento alla classe operaia dalla stagione dell’austerity. Fanculo alla Nato, fanculo a Trump”.

E intanto Sánchez? Sorride, mostra una lettera firmata anche da Rutte per “dimostrare” che ha una deroga. Ma la realtà è ben diversa: la Spagna è isolata – altro che Meloni, caro Pd – nel mirino degli Stati Uniti e con l’opposizione che lo accusa di aver svenduto il Paese pur di evitare i veri problemi interni. A partire dai già citati scandali che hanno coinvolto i suoi uomini più fidati: Santos Cerdán e José Luis Ábalos, nomi pesanti nel PSOE.

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C’è chi sospetta che questo braccio di ferro con la Nato sia solo fumo negli occhi per distogliere l’attenzione dai guai giudiziari e dal declino del consenso. Sánchez parla di “scelte responsabili” e dice che il 2,1% “è compatibile con lo stato sociale”. Ma serve a poco, visto che proprio quelli che dovrebbero sostenerlo in Parlamento – Podemos in testa – ora lo considerano un traditore. “Dopo questo vertice”, ha detto il premier socialista, “vince la Nato, vince la Spagna, vincono sicurezza e stato sociale”. Ma forse è più corretto dire che perde la coerenza, e forse anche un po’ di sovranità.

Insomma, Sánchez è in difficoltà. Ma c’è chi continua – inspiegabilmente – a stare dalla sua parte: parliamo della già citata Schlein. La leader dem si ispira al capo dei socialisti spagnoli e quanto sta accadendo a livello internazionale non è granchè promettente, considerando la totale mancanza di serietà. Anzi. Ma per l’ex vice di Bonaccini il problema è Trump: “Lo trovo molto grave ed è la dimostrazione che è un prepotente. A un prepotente non si dice di sì, perché la prossima volta ti prende il braccio e anche l’anima”. Incredibile…

Franco Lodige, 25 giugno 2025

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