
Qui al bar, quando sentiamo parlare di leggi contro le discriminazioni, temiamo sempre che la vittima, vera o presunta, si trasformi nel carnefice delle libertà altrui. Specie quando, di mezzo, c’è la censura del discorso d’odio, che può diventare facilmente la censura del discorso che non piace alla gente che piace. Detto questo, però, osserviamo allibiti lo spettacolo – chiamiamo così – offerto dal Pd. Che prima affossa il ddl proposto da Graziano Delrio contro l’antisemitismo e, poi, ne propone uno talmente generico da indignare la minoranza riformista, che decide di non appoggiarlo. Il testo di Andrea Giorgis, infatti, viene considerato dai moderati insoddisfacente e annacquato: si propone di contrastare tutte le discriminazioni, manco nel Pd si vergognassero di impegnarsi a contrastare nello specifico quella ai danni degli ebrei. Noi diffidiamo della proliferazione di leggi del genere. Loro che ci campano sopra, forse, dovrebbero fare pace col cervello. E magari chiedersi se i discriminatori, quelli che hanno la tentazione di parteggiare per Hamas e la “resistenza”, giustificando l’intolleranza verso gli ebrei, per una volta non stiano proprio tra i sedicenti buoni. Perché chi fa il moralista, alla fine, rischia sempre di trovare qualcuno più morale….
Il barista, 23 gennaio 2026
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