Il Primo maggio degli agenti: respingere i violenti pro-Askatasuna

Scontri al corteo di Torino: tensioni vicino all'ex sede del centro sociale

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Il corteo del Primo Maggio a Torino, organizzato per celebrare la Festa dei Lavoratori, si è trasformato in teatro di forti scontri. Gli eventi si sono svolti lunedì 1° maggio 2026. Durante la manifestazione, la tensione è esplosa nelle vicinanze dell’ex centro sociale Askatasuna, in Corso Regina Margherita. Un gruppo di manifestanti “antagonisti” ha cercato di avanzare verso la struttura, chiusa dopo un sequestro giudiziario. Le forze dell’ordine hanno reagito per fermare il tentativo.

Tutto inizia alla fine del corteo “pacifico” e i vari interventi in piazza Castello. “Inizia l’assedio, inizia la guerriglia. Sono ancora in giro i ragazzi di Vanchiglia”, hanno urlato dallo spezzone composto – riporta Repubblica Torino – da autonomi di Askatasuna, No Tav, pro Palestina, comitati di quartiere e collettivi studenteschi.

Cariche della polizia e uso degli idranti

La polizia è intervenuta con cariche e idranti per disperdere i manifestanti. Secondo le ricostruzioni, il gruppo ha cercato insistentemente di aprirsi un varco verso l’ex Askatasuna, portando con sé aste e bandiere con chi hanno colpito i poliziotti. Gli agenti hanno risposto per evitare che il corteo si trasformasse in uno scontro diretto nei pressi della struttura. Per alcuni minuti, la situazione è stata particolarmente tesa.

Un gruppo di autonomi è però riuscito a raggiungere il cancello del giardino dell’ex centro sociale Askatasuna e ad aprirlo. All’interno hanno trovato i reparti mobili pronti a respingerli. Alla fine i manifestanti, sono rimasti in zona cercando ripetutamente di attaccare il retro del centro sociale. “Contro le forze dell’ordine c’è stato un fitto lancio di bottiglie di vetro e qualche sasso”, riporta Repubblica.

Manifestanti feriti e danni collaterali

A seguito degli scontri, ci sono stati alcuni feriti tra i manifestanti, così come contusi tra gli agenti. Inoltre, si sono verificati danni materiali. Aste, bastoni e altri oggetti sono stati utilizzati durante le fasi più accese, complicando il lavoro delle forze dell’ordine. La situazione è rimasta instabile per diversi minuti prima che la calma fosse progressivamente ripristinata.

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