Il record che Biden nasconde: 2,2 milioni di immigrati arrestati

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biden venezuela

Brasile oggi al voto, Lula è favorito per la vittoria (ma di poco)

I risultati si avranno dopo la mezzanotte italiana di domenica. Molti i sondaggi che danno il pareggio tecnico ma i più “prestigiosi” danno Lula davanti. Certo, avevano sbagliato clamorosamente al primo turno e, dunque, tutto è possibile. Bolsonaro vuole smentirli di nuovo ma, comunque, ha già detto che accetterà serenamente la sconfitta: “Chi prende più voti vince: è la democrazia”.

Il Wall Street Journal critica Biden sui migranti venezuelani bloccati in Messico

Decine di migliaia di venezuelani sono bloccati in Messico e in America centrale dopo che i funzionari statunitensi hanno applicato una politica dell’era Trump per scoraggiare il flusso di attraversamenti illegali della frontiera, da parte di migranti venezuelani, in vista delle elezioni di midterm del prossimo 8 novembre. Secondo le stime delle Nazioni Unite, dal 12 ottobre gli Stati Uniti hanno espulso più di 5.300 venezuelani arrivati al confine e li hanno rispediti in Messico in base al Titolo 42, che permette di espellere i migranti perché potrebbero essere positivi al Covid-19.

I venezuelani, molti dei quali con bambini, dormono per strada e in rifugi sovraffollati sul lato messicano del confine, sfidando le autorità locali. I migranti si aspettavano di attraversare il confine e chiedere asilo, per poi rimanere negli Stati Uniti. Ora, molti di loro dicono di essere scoraggiati, affamati e senza soldi dopo aver attraversato diversi Paesi per poi essere respinti dagli Stati Uniti. “Avevamo una grande fiducia, abbiamo venduto tutto per arrivare qui e all’improvviso ci hanno sbattuto la porta in faccia”, ha detto Félix Rodríguez, un addestratore di cavalli venezuelano arrivato dall’Argentina, dove era fuggito per la prima volta due anni fa.

Il cambiamento trumpista di Biden è arrivato dopo che gli arresti di migranti alla frontiera meridionale degli Stati Uniti hanno raggiunto il record di 2,2 milioni nell’anno fiscale conclusosi il 30 settembre. Tra questi, più di 187.000 venezuelani, con un aumento di quattro volte rispetto all’anno precedente, secondo i dati della U.S. Customs and Border Protection. La crisi economica del Venezuela – segnata da inflazione galoppante, povertà e violenza criminale – ha portato 7,1 milioni di venezuelani, un quarto della popolazione, a fuggire negli ultimi anni, ha dichiarato di recente l’ONU.

L’unica opzione legale ora aperta ai venezuelani da Biden è un programma chiamato “Volontariato per il Venezuela”, che consente a un massimo di 24.000 venezuelani di fare domanda di ammissione online se hanno uno sponsor finanziario statunitense e superano i controlli di sicurezza nazionale. I venezuelani che si qualificano devono entrare negli Stati Uniti via aerea e non potranno utilizzare il passaggio via terra al confine tra Messico e Stati Uniti. Più di 7.500 venezuelani hanno fatto domanda da quando il programma è stato messo online la scorsa settimana e circa 150 sono stati approvati ma la stragrande maggioranza è disperata.

Nicaragua, Cuba e Venezuela, i paesi americani dove la stampa è meno libera

Il Nicaragua, Cuba e il Venezuela sono in fondo alla nuova classifica dell’Indice Chapultepec 2022 sulla libertà di stampa, presentata ieri alla 78ª Assemblea generale dell’Associazione Interamericana della Stampa (IAPA) a Madrid insieme all’Università Cattolica Andrés Bello del Venezuela (UCAB). Nicaragua, Venezuela e Cuba sono gli unici Paesi che rientrano nella categoria dove non c’è “nessuna libertà di espressione”.

L’UNHCR teme che i venezuelani rimangano intrappolati nella loro rotta migratoria dopo le nuove politiche statunitensi

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) vede con “preoccupazione” gli effetti collaterali che l’adozione improvvisa di nuove politiche di immigrazione da parte degli Stati Uniti potrebbe avere sui migranti venezuelani, dal momento che potrebbe portare migliaia di persone a rimanere bloccate nel loro cammino verso nord.

Colombia: Petro caccia il presidente della compagnia petrolifera Ecopetrol il giorno dopo essere stato nominato

“Mi dispiace informarvi che quando questa decisione del Consiglio è stata resa pubblica, il Presidente Petro ha alzato la sua voce di protesta e disapprovazione e, attraverso alcuni suoi collaboratori, ha ordinato ai membri del Consiglio di Ecopetrol le mie dimissioni da presidente del consiglio dopo 24 ore dalla mia nomina in quanto tale”, si legge in una lettera aperta pubblicata oggi dal settimanale ‘Semana’.

Paolo Manzo, 30 ottobre 2022

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