La notte di Capodanno a Crans-Montana, rinomata località sciistica in Svizzera, si è trasformata in una tragedia. L’esplosione avvenuta intorno alle 1:30 del 1° gennaio 2026 nel bar “Le Constellation” ha causato 47 morti e oltre 115 feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Il locale, molto frequentato dai turisti, ospitava circa 200 persone radunate per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
Le cause dell’incendio e le prime ricostruzioni
Secondo le indagini preliminari, il fuoco sarebbe partito dal seminterrato del locale e potrebbe essere stato innescato da una candela scintillante, posizionata su una bottiglia di champagne. Testimoni francesi hanno riferito che una cameriera, con in mano due candele, sarebbe salita sulle spalle di un collega avvicinando quindi la fiamma al soffitto del locale e provocando l’inizio dell’incendio. Questo ha provocato un fenomeno noto come “flashover”, ossia un’accensione violenta improvvisa che spesso comporta esplosioni generalizzate.
Il tetto
Il tetto troppo basso del locale, essendo un seminterrato, avrebbe così facilitato il propagarsi veloce delle fiamme. Inoltre, secondo molte testimonianze non ci sarebbero stati estintori visibili posizionati all’interno della sala; lo si capisce anche dal fatto che, come raccontano i video, siano stati i giovani clienti presenti a cercare di spegnere le fiamme quando ancora la situazione non era degenerata.
Il bocchettone dell’aria
Poi in uno dei tanti video si nota un bocchettone dell’aria presente sul tubo del soffitto in prossimità delle fiamme. Secondo gli esperti potrebbe essere proprio quel bocchettone uno dei fattori che può aver fatto aumentare le fiamme in pochissimi secondi. In caso di fuoco o fumo, all’interno di un locale chiuso, quei bocchettoni dovrebbero bloccarsi e non far fuoriuscire aria proveniente dall’esterno. Cosa che, forse, non è accaduta.
La “scala angusta”
Infine la “scala angusta” come unica via di uscita. Le dimensioni della scalinata non avrebbero supportato la fuga dei presenti che si sono ammassati verso l’uscita, molte vittime sono rimaste schiacciate dalla folla proprio mentre tentavano la fuga.
Le vittime e i dispersi
Le autorità hanno confermato la presenza di turisti stranieri tra le vittime e i feriti, ma processi di identificazione sono ancora in corso. Molti corpi non sono riconoscibili a causa delle gravi ustioni. Tra i feriti ricoverati in ospedali della Svizzera ci sono anche italiani. Sei connazionali risultano dispersi, tra cui Giovanni Tamburi, 16 anni, ed Emanuele Galeppini, 17 anni. Il governo italiano segue da vicino la situazione, coordinando i soccorsi tramite la Protezione Civile e rimpatriando alcuni feriti verso ospedali italiani, tra cui il Niguarda di Milano.
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