Il tradimento dell’Albanese

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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caffè avvelenato (1)

Qui al bar ci ricordiamo un antico detto: chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Siamo rimasti inorriditi dall’attacco alla redazione della Stampa, perpetrato da attivisti pro Pal, alcuni legati al centro sociale torinese Askatasuna, nel quadro di questa bizzarra saldatura tra islam radicale e antagonismo.

Poi, siccome la mattina presto, tra un caffè e un cornetto, si legge il giornale, scopriamo come la sinistra ha interpretato l’aggressione. Un po’ fa di tutto per non ammettere che è lì in mezzo, tra le sue fila extraparlamentari e forse nemmeno più tanto extra, che stanno i pessimi elementi: l’editorialista Marcello Sorgi dà quasi la colpa a Giorgia Meloni e al suo pessimo rapporto con i giornalisti; Michele Serra rimprovera gli attivisti per il loro sostegno ai fondamentalisti musulmani, poiché quello di costoro sarebbe uguale al “fondamentalismo cristiano dei Maga”. Un po’ si indigna con Francesca Albanese, che in sostanza, al giornale piemontese, ha detto che un po’ se l’è cercata. Colpevole di sionismo.

Peccato che sia gli antagonisti, sia i fondamentalisti islamici, sia i pro Pal, sia la Albanese, siano stati coltivati scientemente da un certo milieu di belle penne, cronisti illuminati e politici in cerca di nuovi spazi di consenso. In fondo, è stato un sindaco del Pd a invitare la relatrice Onu in un teatro a Reggio Emilia, solo per farsi rimproverare dopo aver osato ricordare gli ostaggi israeliani. Chi glielo aveva ordinato di premiare Albanese? Chi le ha dato retta e visibilità per tutti questi mesi? Più che un attacco, quello della superstar anti Israele sembra un tradimento delle proprie origini. O una lite in famiglia… Ci viene da pensare, appunto, che chi è causa del suo mal farebbe bene a piangere sé stesso. Ma noi non siamo come la Albanese. Non pensiamo che qualcuno se la sia cercata. Non pensiamo che l’assalto alla Stampa sia colpa della Meloni o del Viminale. E speriamo che i giudici, con i responsabili, non usino il guanto di velluto.

Il Barista, 30 novembre 2025

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