Cronaca

Il Vaticano rimuove don Massimo Biancalani: adios al “prete dei migranti”

Secondo le autorità della Chiesa, la sua gestione avrebbe violato le norme canoniche

Don Biancalani (TVL) Don Massimo Biancalani
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Don Massimo Biancalani è stato rimosso dalle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, nel Pistoiese. La decisione, arrivata al termine di un lungo iter ecclesiastico che ha coinvolto anche la Santa Sede, chiude almeno per ora l’esperienza di accoglienza dei migranti portata avanti dal sacerdote per circa dieci anni. Secondo le autorità della Chiesa, la sua gestione avrebbe violato le norme canoniche.

La vicenda aveva subito una svolta nell’estate del 2025, quando la polizia aveva sgomberato gli stranieri ospitati nei locali di Vicofaro. Poco dopo l’allora vescovo Fausto Tardelli aveva revocato a Biancalani la rappresentanza legale della parrocchia. Il sacerdote aveva però proseguito la propria attività a Ramini, dove aveva dato ospitalità a circa cinquanta migranti senza alloggio. La diocesi gli aveva proposto un trasferimento all’Ufficio missionario, soluzione da lui respinta per continuare l’attività di accoglienza.

Biancalani aveva quindi presentato due ricorsi in Vaticano, contestando sia la rimozione da Vicofaro sia il nuovo incarico. Le sue richieste non sono state accolte e ora è arrivata anche la revoca da Ramini. La Chiesa gli contesta di aver dedicato insufficiente attenzione alla normale attività pastorale e di aver utilizzato impropriamente le parrocchie come strutture per ospitare migranti, nonostante le contestazioni di parte della comunità locale. Il sacerdote ha ancora 60 giorni per valutare un nuovo ricorso; altrimenti dovrebbe assumere l’incarico nell’Ufficio missionario diocesano.

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