
Durante la cerimonia di insediamento come sindaca di Merano, Katharina Zeller ha compiuto un gesto che ha generato molte reazioni. L’evento si è svolto il 19 maggio 2025 nella Sala del Consiglio del municipio, quando la fascia tricolore, simbolo istituzionale del ruolo di sindaco, è stata protagonista di una scena assurda. Zeller, eletta il giorno prima con il 57,4% dei voti contro il 42,6% di Dario Dal Medico, suo predecessore, ha rimosso la fascia tricolore subito dopo averla ricevuta, appoggiandola sul tavolo. Rivolta a Dal Medico, ha esclamato: “Sei sicuro che proprio devo?”, ridendo mentre aggiungeva: “Mettiamola via, dai”.
Dario Dal Medico, visibilmente infastidito, ha reagito al gesto. Ha invitato Zeller a rispettare il simbolo del suo nuovo ruolo, dicendo: “Devi metterla”. Successivamente, nell’accettare la chiave simbolica della città, Dal Medico ha proseguito indicando sarcasticamente la fascia lasciata sul tavolo: “Tu metti quella e io tengo questa”. Zeller, mantenendo un tono leggero, ha replicato: “Su dai, allora non la tieni”. Questo scambio ha messo in evidenza una tensione palpabile durante il passaggio di consegne, riflettendo un clima di disagio tra le due amministrazioni.
Le reazioni politiche
Non si sono fatte attendere le reazioni politiche locali. Christian Bianchi, assessore provinciale di Forza Italia, ha criticato aspramente il gesto, definendolo “un grave atto nei confronti di tutti gli italiani di Merano”. Mostrando solidarietà a Dal Medico, Bianchi ha dichiarato che il suo predecessore è stato costretto ad assistere a una “successione poco degna” per una città con l’importanza culturale e storica di Merano.
Il gesto della sindaca ha aperto un ampio dibattito nella comunità locale. La fascia tricolore è considerata un simbolo chiave, che rappresenta l’autorità del sindaco e il legame tra il municipio e lo Stato. In una città come Merano, con una popolazione divisa tra gruppi linguistici e culturali, il rispetto per questi simboli assume un rilievo particolare. Sui social media e nelle piazze, molti cittadini hanno espresso disapprovazione.
Il caso Merano
Merano è stata storicamente al centro di dinamiche multiculturali, che spesso influenzano sia la politica locale sia le tradizioni istituzionali. Katharina Zeller, 38enne esponente della Südtiroler Volkspartei (sua madre è la senatrice Svp Julia Unterberger e suo padre l’ex senatore Karl Zeller), aveva in passato espresso l’intenzione di lavorare per unire la comunità italiana e quella tedesca. Zeller aveva già occupato il ruolo di vicesindaca prima di vincere al ballottaggio, risultato ottenuto anche grazie al sostegno del Pd e della candidata sindaca di centrosinistra Ulrike Ceresara.
La retromarcia della sindaca
Lei, scoppiate le polemiche, ha provato a mettere una pezza. “In merito all’episodio avvenuto durante il passaggio di consegne con il sindaco uscente, ritengo doveroso fare chiarezza per evitare strumentalizzazioni e riportare l’attenzione sul reale significato di quanto accaduto – ha detto – La mia reazione nel rimuovere la fascia tricolore subito dopo che mi era stata posta sulle spalle non deve in alcun modo essere interpretata come un gesto di disprezzo verso i simboli della Repubblica o verso il tricolore stesso. Indosserò la fascia con il massimo rispetto in tutte le circostanze previste dal protocollo istituzionale, come sempre fatto anche dai miei predecessori di lingua tedesca. Vorrei inoltre sottolineare che in Alto Adige, per consuetudine, il distintivo ufficiale previsto per i sindaci è il medaglione con lo stemma della città. In questo contesto, l’insistenza dell’avvocato Dal Medico nel volermi far indossare anche la fascia – in modo forzato e fuori dalle pratiche locali – è stata percepita da me come un gesto provocatorio e un chiaro segnale di sgarbo istituzionale. In un momento già carico di tensione, ho vissuto quel gesto come una sfida personale. La mia reazione è stata istintiva, umana, e in nessun modo politica o simbolica contro il tricolore. Mi dispiace constatare che si stia cercando di strumentalizzare questo episodio per deviare l’attenzione dalla vera notizia: la netta e storica vittoria al ballottaggio, con uno scarto di 1.880 voti. Si tratta di un risultato chiaro e democratico, che esprime la fiducia della cittadinanza in un progetto nuovo, guidato da una donna giovane, con una visione inclusiva e concreta per il futuro della nostra città. Questo tentativo di sollevare una polemica infondata punta solo a sminuire l’importanza di un cambiamento politico maturo, costruito su un reale dialogo tra i gruppi linguistici, che ho sempre promosso e continuerò a promuovere con responsabilità. Sono già al lavoro, con pieno impegno e senso delle istituzioni, per servire tutti i cittadini e tutte le cittadine della nostra comunità, nel massimo rispetto dei valori repubblicani e dei simboli che ci uniscono. Se il mio gesto ha urtato la sensibilità di qualcuno, me ne scuso sinceramente. Non era assolutamente mia intenzione, e sono certa che il mio impegno quotidiano, le mie azioni e il rispetto verso tutte le istituzioni sapranno chiarire, nei fatti, la mia piena adesione ai principi della nostra Repubblica”. Sarà. Intanto però il il medaglione con lo stemma della città, un simbolo eredità della tradizione tirolese, e tutt’ora usato in Austria, lo ha indossato…