Ilaria Cucchi e l’uso politico delle vittime - Seconda parte

Condividi questo articolo


Questo retaggio politico antropologico si sposa però con una tendenza più recente che il filosofo francese Robert Redeker nel suo ultimo libro, Les Sentinelles d’humanité. Philosophie de l’héroïsme et de la sainteté, chiama “paradigma vittimario”. L’Occidente in decadenza, che ha perso identità e soprattutto voglia di combattere, non esalta più gli eroi ma le vittime, meglio ancora se inconsapevoli. E alla vittima o ai suoi parenti devono essere accordati  privilegi, a cominciare da quello della immunità alla critica. Quale essere mostruoso oserebbe polemizzare con chi ha avuto padre, marito o fratello ucciso?

Ebbene, noi che a questo paradigma non ubbidiamo, abbiamo poche remore a criticare, nel rispetto delle forme e nella civiltà dell’argomentazione, quando la vittima sbaglia nei suoi giudizi. Come è il caso, appunto, di Ilaria Cucchi.

Marco Gervasoni, 24 luglio 2020

 

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


3 Commenti

Scrivi un commento
  1. Ogni giorno nasce un Cucchi , beato chi se lo cucca ! Dr. GERVASONI , il nesso logico andrebbe trovato prima di sera .
    Questi sono i sintomi di una società terminale , che abbiamo lasciato gestire a bande di ceppi mafiosi , che hanno nascosto le cartelle cliniche per non curarci , indi distruggerci . Più chiaro di così , appunto , si muore .
    “L’esperienza dimostra che se qualcosa va veramente male, spreca il vostro tempo, vi infastidisce, intacca la vostra dignità e, infine, si dimostra solo essere totalmente inefficace, c’è una buona probabilità che sia coinvolto lo stato”. JEFFREY TUCKER .
    Tragedia che si consuma perché non ci sono più carabinieri a cavallo con i pennacchi , con divisa , simbologia dell’immaginario. Come sirene delle croce rossa , di quel rumoreggiare invasivo anche quando le strade sono deserte , non ce n’è bisogno per coprifuoco da lockdown , sovradimensione sul paradosso, pale dell’elicottero strabordo scoppiettante contro runner da spiaggia ; minaccia , intimidazione , chiassone , come i fuochi d’artificio , la stesa , gli spari , lo stridore delle gomme sul selciato , come i teppistelli . .Avere questioni con “ certa gente sei rovinato a vita “ , vero . Come con gli “zingari “ . È una coattiva celebrazione di prepotenza del potere mafio statalista , continuo colpo di grazia , rappresentazione pubblica vomitevole , quinta essenza di certezza inconfutabile che abbiamo in casa, nelle decisioni , nelle volontà , un fastidio nel cervello , nell’animo . Da fisiologico a patologico . Bisogna convincersene , anche se molto tardivamente , che quel mondo , veicolato come servizio civile , è un cancro sociale è magma criminogeno e criminale , utile , come il fumo di sigaretta ed il Pm10 per accellerare il cancro ai polmoni , alla gola. Non convince .Questa è una storiaccia , dove il più sano ha la rogna . Cui prodest ? A guardia del regime di cose loro , a scortare i loro viceré , sultani , gran visir , nella importazioni di consimili, adattabili , nella società sostituita etnicamente , ossia vecchi da far morire , giovani da far drogare di Azzolina . A qualsivoglia titolo a tutti coloro che non campano di lavoro , non capano d’impresa , d’iniziativa privata . La pretestuosità , filosofica del parassita , presunzione intrinseca che nel rapporto stato cittadino , investiture ope legis , alle attribuzioni strumentali dei ruoli , “ Deep state “ la cui tracotante e numerica forza , non necessita nemmeno dissimulazione . Sono costoro picciotti in divisa , e tutto il kan kan mediatico una regolazione di conti, logica dei loro codici tribali , Geo fenomeno che ha sviluppato l’intrinseco istinto del pizzo sul lavoro , estendendone la matrice perniciosa , simbiosi mutualistica col crimine dell’imposto unionismo italico , forzatura interessata che ha dato la stura al possesso di “ istituzioni” e di potere totalizzante , i deviati servizi dello stato , E questo stato chi è dunque ? Una moltitudine smisurata con giacenza genetica di idioti distribuiti strategicamente, affinché tu possa incontrarne almeno uno al giorno , quest’intimare d’esibire documenti alla vittima piuttosto che al carnefice , visto che sono decenni che fanno stragi nel privato , in casa , in villa , al parco , in chiesa , al bar , al tabaccaio , al distributore ; al cittadino vittima tocca la persecuzione giudiziaria più spietata dell’inquisizione che ribalta a prescindere la logica minima di una LEGITTIMA DIFESA da agguati e tranelli tipici dell’ambiente rovinoso e degradato del malandare , non avrebbe immaginato di trovare carabinieri “ a garanzia” degli spacciatori che passano indisturbati sotto il naso nell’indifferenza , un business enorme , come il traffico di migranti , come il traffico di rifiuti tossici . Se non si eradica con azione totale significa deduttivamente che non mangia solo il mondo del crimine ma un indotto compiacente e sistemico di nome STATO ITALIANO .

  2. E risaputo che i parenti delle vittime spesso anzi sempre fanno dei loro morti un investimento e il caso della moglie di Callipari il giorno dopo che al Senato Feltri e Gianni Letta gli consegnarono un assegno di 350 mila € frutto i una sottoscrizione dei lettori del Giornale per le figlie rimaste orfane. Il giorno dopo la Signora in oggetto comunicava che alle elezioni si sarebbe presentata nella lista del PD e proprio vero Pecunia Non Olet. La sorella di Cucchi 1200000 € dall’ospedale Pertini per non costituirsi parte civile volleva ingrassare la saccoccia denunciando e chiedendo risarcimenti da un giornalista che gli aveva detto che la morte del fratello era stato per lei un bancomat ma gli ha detto male ha perso la causa questi alcuni esempi

  3. Caro Gervasoni, temo che l’uso che fa del termine “libertarismo” nel suo articolo sulla liberticida legge Zan sia del tutto errato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *