Imputazione coatta per John Elkann

Che botta per il capo di Exor proprio mentre la vendita del Gruppo Gedi sta entrando nel vivo. Ribaltata la richiesta del pm

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Elkann repubblica

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, Antonio Borretta, ha disposto l’imputazione coatta per John Elkann, presidente di Stellantis, e Gian Luca Ferrero, attuale presidente della Juventus, in relazione a due capi d’imputazione. Questa decisione arriva il 15 dicembre 2025 nel contesto dell’inchiesta sulla residenza fiscale di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, dichiarata formalmente residente in Svizzera, ma che secondo le accuse fissava il suo centro di interessi in Italia.

Il provvedimento ribalta parte della richiesta di archiviazione avanzata dai pubblici ministeri, che il gip non ha accolto. Tuttavia, sono state archiviate le posizioni di Ginevra Elkann, Lapo Elkann e del notaio svizzero Urs Robert von Grueningen.

Le ipotesi di reato e il ruolo di Marella Caracciolo

Le indagini si sono concentrate sulla presunta residenza fittizia in Svizzera di Marella Caracciolo tra il 2010 e il 2019, denunciata dalla figlia Margherita Agnelli. Secondo le accuse, questa residenza serviva come espediente per evitare il pagamento di tasse in Italia sul patrimonio ereditario e sui redditi maturati, con un’evasione fiscale stimata in oltre 40 milioni di euro tra il 2015 e il 2019.

Oltre all’inchiesta penale, il caso vede anche un contenzioso civile: Margherita Agnelli cerca una maggiore quota del patrimonio di famiglia.

La reazione della difesa di Elkann

Amareggiati i legali di John Elkann, che hanno dichiarato: “La decisione di imporre l’imputazione è difficile da comprendere, in contrasto con le richieste dei pubblici ministeri, che erano ben argomentate”. Gli avvocati hanno annunciato ricorso in Cassazione, definendo la decisione “abnorme”. Hanno inoltre ribadito che le accuse mosse a Elkann sono prive di fondamento e che l’accordo per la chiusura del debito con l’Agenzia delle Entrate non equivale a una dichiarazione di colpa.

Elkann ha avanzato richiesta di messa alla prova in relazione a un’ipotesi di truffa ai danni dello Stato. L’accordo prevede che svolga lavori socialmente utili presso un istituto salesiano di Torino. Parallelamente, Gian Luca Ferrero ha proposto un patteggiamento con il pagamento di una sanzione di 73.000 euro. Tuttavia, il gip ha rinviato le decisioni su queste richieste rispettivamente all’11 febbraio e 21 gennaio 2026, lasciando tali accordi in attesa di ulteriori sviluppi legati alle nuove imputazioni.

Implicazioni e procedura dell’imputazione coatta

L’imputazione coatta, prevista dal diritto penale italiano, obbliga la procura a formulare ipotesi accusatorie precise nei confronti degli imputati. Questo passo è stato deciso dal giudice nel momento in cui ha ritenuto insufficienti le conclusioni della procura. Sebbene non rappresenti automaticamente un rinvio a giudizio, è probabile che il procedimento sfoci in un’indagine più approfondita e potenzialmente un processo, salvo nuove archiviazioni o accordi risolutori.

La vicenda giudiziaria dell’eredità Agnelli si conferma intricatissima, intrecciando profili fiscali, penali e successori. L’accordo di chiusura con il Fisco, con un versamento totale di 183 milioni di euro da parte dei membri della famiglia Elkann-Agnelli, non ha chiuso definitivamente la questione. Con le ultime decisioni del gip, il caso resta aperto e al centro dell’attenzione pubblica e legale.

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