Il sindaco di Milano, Beppe Sala, è indagato nell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Le ipotesi di reato a suo carico sono due: false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altri e concorso in “induzione indebita a dare o promettere utilità”. L’indagine riguarda la nomina di Giuseppe Marinoni a presidente della Commissione Paesaggio nonostante problemi di incompatibilità, e le presunte pressioni legate al progetto di riqualificazione del grattacielo “Pirellino”.
La Procura di Milano ha chiesto sei misure cautelari, tra cui gli arresti domiciliari per l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, l’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni e Manfredi Catella, presidente di Coima. Tra gli indagati figura anche l’architetto Stefano Boeri, coinvolto in altri casi riguardanti l’urbanistica a Milano, anche se non sono state richieste misure cautelari a suo carico.
Beppe Sala si difende dalle accuse
Beppe Sala ha respinto ogni accusa. In un’intervista ha dichiarato: “Trovo allucinante che un sindaco apprenda da un giornale di essere indagato e non dalla Procura. Si tratta di un metodo inaccettabile”. Per quanto riguarda il progetto “Pirellino”, il sindaco ha spiegato che l’edificio è stato venduto nel 2019, ma i lavori non sono mai iniziati a causa di continue difficoltà nel trovare un accordo.
Sul caso della nomina di Marinoni, Sala ha spiegato che la selezione dei membri della Commissione Paesaggio è gestita da un’apposita struttura del Comune e ha affermato di non aver mai avuto contatti diretti con Marinoni.
Il progetto “Pirellino” e i messaggi intercettati
L’inchiesta rivela che il progetto di riqualificazione del grattacielo “Pirellino”, promosso da Manfredi Catella e Stefano Boeri, è stato bocciato dalla Commissione Paesaggio nel marzo e maggio del 2023. Tuttavia, il 22 giugno 2023, dopo pressioni su Marinoni e su altri membri della Commissione, il progetto ha ricevuto un parere favorevole condizionato.
Secondo gli inquirenti, Tancredi avrebbe fatto leva su Marinoni, riferendo anche lamentele di Catella e Boeri indirizzate a Sala. Nei messaggi intercettati, Boeri avrebbe chiesto un intervento diretto del sindaco per sbloccare la situazione. Sala, a sua volta, avrebbe comunicato di doversi affidare al giudizio di Tancredi.
Le accuse agli altri indagati
L’inchiesta mette in luce un presunto “sistema” di corruzione legato alla speculazione edilizia a Milano. Marinoni è accusato di conflitti di interesse, avendo negato per ben 13 occasioni la sua posizione in relazione a incarichi privati ricevuti da alcuni costruttori. Anche Tancredi e Catella avrebbero giocato un ruolo chiave, agendo per il cambio di giudizio sul progetto “Pirellino”.
Stefano Boeri, da parte sua, ha dichiarato in una nota: “Sono convinto che io e il mio studio abbiamo operato in maniera corretta e confido che l’autorità giudiziaria chiarirà la mia totale estraneità”.
Perquisizioni e misure cautelari
Le autorità hanno eseguito perquisizioni nelle sedi coinvolte, tra cui Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Gli interrogatori degli indagati, tra cui Marinoni, Tancredi e Catella, sono previsti nei prossimi giorni. Tutti gli accusati negano responsabilità e annunciano di chiarire le proprie posizioni.
La Procura parla di un “piano di governo del territorio ombra”, in cui le decisioni sulla gestione urbanistica sarebbero state influenzate da interessi privati, mascherati da richiami all’edilizia sociale per giustificare aumenti nelle volumetrie dei progetti.
Il futuro politico del sindaco Sala
All’indomani della notizia, il sindaco ha mantenuto una posizione cauta, sottolineando la necessità di comprendere i dettagli emergenti. Nel frattempo, l’opposizione di centrodestra ha avanzato richieste di dimissioni. Sala ha affermato: “Non ci riconosciamo in questa lettura dei fatti. Continueremo a collaborare per fare chiarezza”.
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© Francesco Ungaro tramite Canva.com


